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30 Ottobre 2026

Novità fiscali e regolamentari sugli affitti brevi e lunghi in Italia

Scopri come le agevolazioni fiscali, il nuovo codice identificativo e il piano europeo stanno ridisegnando il mercato degli affitti in Italia.

Novità fiscali e regolamentari sugli affitti brevi e lunghi in Italia

Il mercato locativo italiano si trova al centro di una profonda trasformazione. Dal prossimo 1° gennaio entreranno in vigore nuove aliquote fiscali per le locazioni, l’obbligo di dotarsi del Codice Identificativo Nazionale (CIN) per le strutture destinate agli affitti brevi, e, a livello sovranazionale, il Piano europeo per l’abitazione introdurrà ulteriori regole volte a frenare la speculazione. L’insieme di questi provvedimenti – fiscali, amministrativi e strategici – potrebbe determinare scelte radicali sia per i proprietari sia per gli inquilini.

Cedolare ridotta per gli affitti lunghi: un incentivo fiscale

Il disegno di bilancio prevede quattro scaglioni di cedolare per le locazioni di lungo periodo. Per i contratti concordati stipulati da persone sotto i 35 anni l’aliquota sarà dell’1 %, mentre per i nuovi contratti concordati per tutti gli altri soggetti scenderà al 5 %. I contratti già in essere con cedolare al 10 % passeranno a una tassazione pari al 10 %, e gli affitti liberi resteranno soggetti al 21 %. Il regime per gli affitti brevi continuerà a prevedere due aliquote fisse: 21 % sul primo immobile e 26 % sul secondo, con l’obbligo di aprire partita IVA a partire dalla terza unità.

Una simulazione su un canone annuo di 12.000 € evidenzia l’entità del risparmio: con la cedolare al 10 % la tassa ammonta a 1.200 €, con quella al 5 % scende a 600 €, e con la cedolare all’1 % si riduce a appena 120 €. In pratica, un proprietario che stipula un nuovo contratto concordato sotto i 35 anni potrebbe risparmiare fino a 1.080 € rispetto all’attuale regime, rendendo il affitto lungo più attrattivo rispetto al affitto breve. La norma non prevede la possibilità di trasferire i contratti già in corso, quindi il beneficio interesserà solo le nuove locazioni stipulate a partire dal 2027.

Codice Identificativo Nazionale: obbligo e sanzioni per gli affitti brevi

Dal 2 gennaio 2025 il CIN è diventato obbligatorio per tutte le strutture ricettive destinate al mercato turistico. L’obbligo mira a garantire trasparenza, consentire l’identificazione degli immobili e contrastare l’evasione fiscale nel settore. Per ottenere il codice è necessario dimostrare la conformità urbanistica e di sicurezza dell’immobile; in caso di difformità, le autorità comunali possono revocare il CIN e vietare l’attività di locazione. Le sanzioni amministrative previste sono severe e includono multe significative per chi esercita un’attività senza aver dichiarato il CIN.

Sentenza del TAR Campania: conferma dello stop agli immobili abusivi

Il 31 agosto 2026 il TAR della Campania ha annullato la regolare attività di affitti brevi in un caso concreto: il proprietario, pur dotato di codici CUSR, possedeva unità abrogate per violazioni edilizie (assenza di titolo, superfici non conformi e mancanza di licenza urbanistica). Il giudice ha confermato che i Comuni hanno pieno potere di verificare i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza, indipendentemente dal carattere imprenditoriale dell’attività, e può revocare i codici se le irregolarità emergono. La decisione sottolinea che la mera comunicazione di inizio attività non è sufficiente a garantire la legittimità del locale uso turistico.

Piano europeo per l’abitazione: impatti sugli affitti in Italia

Nel contesto europeo, la Commissione ha lanciato il Piano europeo per l’abitazione, articolato su quattro pilastri: aumento dell’offerta abitativa, mobilitazione di investimenti pubblici-privati, riforme strutturali del mercato e protezione delle fasce più vulnerabili. Tra le misure chiave, è previsto un nuovo quadro normativo per gli affitti brevi nelle città con alta pressione sulla domanda residenziale, con l’obiettivo di limitarne la conversione di abitazioni in strutture turistiche e di favorire la disponibilità di case per i residenti.

Investimenti e semplificazioni amministrative

Il piano prevede la creazione di una piattaforma paneuropea, gestita in parte dalla Banca europea per gli investimenti, per finanziare progetti di edilizia sociale e abitazioni a prezzi accessibili. Parallelamente, le procedure di autorizzazione edilizia saranno semplificate: riduzione dei tempi di concessione, digitalizzazione dei pratici e incentivo all’uso di tecnologie modulari. Queste iniziative dovrebbero ridurre i costi di costruzione, accelerare la realizzazione di nuove unità abitative e, di conseguenza, contenere la crescita dei prezzi di mercato, rendendo più sostenibili sia gli affitti lunghi che quelli brevi.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.