Una mattina di protesta ha trasformato l’area antistante Palazzo San Giacomo in una tendopoli: alcuni studenti del Collettivo autorganizzato universitario (Cau), affiancati da attivisti di organizzazioni politiche e sociali, hanno piazzato quattro o cinque tende e affisso uno striscione rivolto al sindaco Manfredi con una lettera simbolica di sfratto. L’azione è nata come denuncia contro l’aumento dei canoni e la destinazione di fondi pubblici per studentati che, secondo i manifestanti, finiscono per essere gestiti come strutture di lusso.
La protesta è parte di una mobilitazione più ampia che coinvolge studenti in varie città e si colloca nel percorso verso lo sciopero generale convocato dall’Unione sindacale di base per il 30 ottobre. Gli organizzatori hanno puntato il dito contro la conversione del patrimonio residenziale in alloggi turistici e contro la modalità di erogazione dei contributi pubblici che, affermano, favorisce i privati rispetto ai servizi pubblici per il diritto allo studio.
Denuncia sui costi dei posti letto e sui finanziamenti
I manifestanti hanno riportato cifre concrete per argomentare le loro rivendicazioni: secondo il collettivo, una singola stanza per studenti può raggiungere i 600-700 euro al mese anche negli studentati nati con fondi pubblici. La critica si concentra sul meccanismo di erogazione dei soldi, in particolare sul ruolo del Pnrr, che avrebbe favorito soggetti privati in grado di presentare immobili già disponibili e di rispettare tempi stretti per l’apertura delle strutture. Per il Cau, questo sistema ha determinato che la maggior parte delle risorse pubbliche sia finita a progetti gestiti da operatori privati, dove i prezzi non risultano «popolari» e dove è prevista la possibilità di riconvertire gli alloggi in alberghi dopo un periodo (citato dai manifestanti come 12 anni).
Critiche all’amministrazione comunale
Nella lettera simbolica consegnata a Palazzo San Giacomo gli studenti imputano all’amministrazione la mancata adozione di misure per contrastare la rendita immobiliare e la trasformazione di appartamenti in strutture ricettive rivolte al turismo. Il messaggio rivolto al sindaco Manfredi è chiaro: la città, dicono i manifestanti, sta perdendo spazi per chi vive e studia a favore di investimenti che privilegiano profitti e visibilità turistica.
Impatto sociale e legame con la crisi del costo della vita
La protesta non riguarda soltanto il prezzo delle stanze, ma si inserisce in un contesto più ampio di aumento dei costi di beni di prima necessità e di precarietà lavorativa. Gli studenti hanno sottolineato come molti giovani siano costretti a diventare pendolari o a lavorare, spesso in nero, per sostenere le spese; allo stesso tempo citano casi di famiglie e persone vulnerabili vittime di sfratti. Il Cau ha associato queste dinamiche a scelte politiche a livello nazionale che, secondo i manifestanti, privilegiano altri settori rispetto alla protezione del reddito e dell’abitare.
Durante l’iniziativa erano presenti anche bandiere di gruppi della sinistra e del centro sociale Ex Opg – Je So’ Pazzo, insieme ad esponenti della rete sociale No Box. La presenza di diverse sigle riflette il tentativo di costruire un fronte comune attorno al tema dell’abitare e della contestazione della speculazione immobiliare in città.
Collegamento allo sciopero del 30 ottobre
I promotori hanno indicato il presidio come tappa di avvicinamento allo sciopero generale del 30 ottobre indetto dall’Unione sindacale di base: l’obiettivo annunciato è quello di dare continuità alle iniziative e di allargare la mobilitazione contro una «classe dirigente» ritenuta responsabile, a giudizio dei manifestanti, della Crisi abitativa. Alla retorica della contestazione simbolica si è affiancata, quindi, la volontà di tradurre la protesta in azioni collettive più ampie su scala nazionale.
La protesta di Napoli mette in luce tensioni già presenti nelle città con forti flussi turistici e mercati immobiliari pressati: il tema resta la gestione dei fondi pubblici per il diritto allo studio, il controllo dei canoni e la tutela degli inquilini, questioni che continueranno a essere al centro del dibattito locale e nazionale nei prossimi giorni.



