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24 Ottobre 2026

Nuova tassa del 10% per le case vacanza in Spagna: prezzi e proteste

Scopri l’effetto della nuova imposta del 10% sugli affitti brevi in Spagna e le conseguenze per turista e proprietario.

Nuova tassa del 10% per le case vacanza in Spagna: prezzi e proteste

Il governo spagnolo ha approvato una normativa che introdurrà, a partire dal 1 dicembre 2026, un’imposta del 10% sugli affitti di soggiorni di 30 notti o meno di case vacanza e appartamenti arredati. L’esenzione resta riservata alle abitazioni che costituiscono la residenza principale del proprietario. La misura, ispirata al regime fiscale degli alberghi, si aggiunge a un contesto già critico di carenza di alloggi e di prezzi in forte aumento.

Nuova imposizione IVA del 10% sugli affitti brevi

Secondo le stime più recenti, la spesa media per una notte in una casa vacanza spagnola durante l’estate si aggira intorno ai 200 euro. Moltiplicata per una settimana, la bolletta ammonta a circa 1.400 euro. Con l’applicazione dell’IVA al 10%, gli ospiti dovranno aggiungere 140 euro al conto finale, portando il costo totale a 1.540 euro. L’onere fiscale non colpirà tutti allo stesso modo: i proprietari potranno decidere se assorbire parte del nuovo tributo per mantenere competitività, oppure trasferirlo interamente al cliente.

Strategie dei proprietari in base alla destinazione

Le strutture collocate nelle mete più richieste – ad esempio le coste della Costa del Sol o le isole Baleari – hanno maggiore margine di manovra per aumentare le tariffe senza subire un calo significativo delle prenotazioni. Al contrario, in località dove la concorrenza tra affitti brevi è più intensa, i gestori temono di perdere clienti e possono scegliere di mantenere i prezzi invariati, assorbendo l’onere fiscale. Alcuni operatori, soprattutto quelli con una rete di immobili, stanno già valutando l’adozione di sistemi automatizzati che aggiornino i prezzi in tempo reale su piattaforme come Airbnb, Booking e Vrbo.

Impatto sui turisti e sul mercato immobiliare

Un’indagine condotta da Holidu nel 2026 ha evidenziato che il rincaro medio di 140 euro a settimana rappresenta circa il 10% del budget totale di una vacanza tipica. I viaggiatori, pertanto, dovranno ricalcolare le proprie spese, confrontare più destinazioni e verificare se il prezzo pubblicizzato includa già l’IVA. La differenza di prezzo potrebbe orientare la domanda verso regioni meno tassate o verso soluzioni alternative, come gli hotel tradizionali, che già includono l’IVA nel prezzo di listino.

Conseguenze per il mercato residenziale

Parallelamente alla tassa, la Spagna registra un fenomeno di case vuote che pesa sul mercato abitativo. Il censimento dell’Instituto Nacional de Estadística del 2021 indica che, su 26,6 milioni di abitazioni, 3,84 milioni risultano inattive. Molte di queste proprietà sono detenute da investitori stranieri o rimangono in stallo per cause legali, riducendo la disponibilità di alloggi per i residenti. La pressione sui prezzi di affitto è amplificata dalla crescita incontrollata degli affitti brevi, che sottraggono unità al mercato tradizionale.

Il caso italiano: Pistoia e la crisi delle case inattive

Un esempio analogo si osserva in Italia, nella provincia toscana di Pistoia. Il censimento Istat del 2023 rileva 7.444 abitazioni non occupate su un totale di 47.397 unità. Le autorità locali chiedono una mappatura dettagliata per distinguere tra seconde case, immobili da ristrutturare e quelli bloccati da successioni. Nel 2025, le richieste di alloggi popolari ammontavano a 573, ma solo 536 sono state ammesse; per i contributi affitto, 610 domande con 505 accettate, evidenziando una domanda nettamente superiore all’offerta.

Le cause di tali incrementi dei canoni affrettano un’analisi congiunta: domanda concentrata nelle aree urbane, espansione degli affitti turistici, speculazione immobiliare e carenza di edilizia pubblica a canone agevolato. Quando i redditi delle famiglie non crescono al passo dei prezzi, la spesa per l’abitazione diventa insostenibile, generando proteste come quella scaturita dalla tragica vicenda di María del Carmen Abascal, ottantenne sfrattata dopo il raddoppio del canone.

Interventi di Stato e prospettive future

Per fronteggiare la situazione, le autorità spagnole hanno introdotto limiti agli aumenti degli affitti in zone a pressione, incentivato la costruzione di case popolari e rafforzato la normativa sulle locazioni turistiche. In Italia, i sindacati chiedono una mappatura più accurata degli immobili sfitte e incentivi per i proprietari che affittino a prezzi sostenibili. Un approccio integrato – protezione dei locatari vulnerabili, contrasto agli abusi speculativi e riqualificazione di unità inutilizzate – appare indispensabile per riequilibrare l’offerta e la domanda di abitazioni.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.