Il mercato degli affitti in Lombardia sta vivendo un periodo di forte tensione: prezzi in crescita, offerta limitata e urgenza di trovare una sistemazione spingono molte persone a prendere decisioni rapide. In questo contesto, i truffatori hanno affinato le proprie tecniche, trasformando la ricerca di un tetto in una vera e propria trappola economica.
Secondo le segnalazioni raccolte da associazioni di tutela, il numero di casi di frode immobiliare è aumentato di circa il 20% negli ultimi anni, con Milano e le zone limitrofe come Bollate e Novate Milanese tra i territori più colpiti. Le vittime più comuni sono studenti fuori sede e giovani lavoratori, spesso alle prese con canoni elevati e poco margine di scelta.
Le truffe sugli affitti in Lombardia: dati e modalità
Le comunicazioni fraudolente partono da un semplice cartello nella strada o da un annuncio su piattaforme online. Il truffatore, mascherato da proprietario o agente, invia foto professionali dell’immobile e sostiene di ricevere numerose richieste contemporaneamente. Per “riservare” l’appartamento, chiede un anticipo di circa 100 euro, indicando che la somma è necessaria per bloccare la locazione.
Come operano i truffatori
Il procedimento tipico prevede quattro passaggi: (1) pubblicazione di un annuncio con prezzo notevolmente inferiore alla media di zona; (2) contatto rapido via messaggio o telefonata, con l’enfasi che l’immobile sta per essere affittato a un altro candidato; (3) richiesta di un versamento anticipato, spesso tramite bonifico istantaneo a un IBAN non riconducibile al reale proprietario; (4) sparizione del truffatore una volta ricevuto il denaro, senza mai concedere la visita dell’immobile o la firma di un contratto.
In alcuni casi, i truffatori hanno addirittura utilizzato il nome di portali di riferimento, come SoloAffitti, per conferire credibilità alla proposta. Questa pratica rende più difficile per la vittima distinguere il vero dal falso, soprattutto quando la pressione è alta e la paura di perdere l’opportunità è forte.
Come proteggersi: consigli pratici e linee di difesa
La miglior difesa parte dalla prudenza: è fondamentale verificare l’identità dell’interlocutore prima di trasferire qualsiasi somma. Richiedere la visura catastale dell’immobile, il documento di identità del proprietario e confrontare i dati con quelli pubblicati sul sito dell’agenzia o del proprietario. Quando possibile, programmare una visita di persona; se la distanza lo impedisce, una videochiamata in tempo reale può fornire un’ulteriore conferma visiva.
Per i pagamenti, è consigliabile utilizzare metodi tracciabili, come bonifici bancari ordinari, evitando bonifici istantanei o servizi di trasferimento denaro anonimi. Conservare ogni comunicazione: screenshot, email, messaggi e ricevute di pagamento, in modo da disporre di prove concrete in caso di contestazione.
Segnalazione alle autorità
Se si sospetta una truffa, è opportuno interrompere immediatamente qualsiasi ulteriore versamento e raccogliere tutta la documentazione disponibile. Una segnalazione tempestiva alle forze dell’ordine, accompagnata da copie di messaggi, contratti falsi e dati bancari, aumenta le probabilità di recuperare le somme perse e di prevenire ulteriori frodi. Anche le associazioni locali di tutela dei consumatori possono fornire supporto e indicazioni su come procedere.
La consapevolezza dei segnali d’allarme e l’adozione di una serie di misure preventive costituiscono il miglior antidoto contro le truffe sugli affitti. Prestare attenzione ai prezzi troppo bassi, verificare l’autenticità degli annunci e mantenere una comunicazione chiara con i proprietari sono passi imprescindibili per proteggere il proprio denaro e la propria tranquillità.



