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22 Settembre 2026

Manovra 2027: estensione della cedolare secca ai locali commerciali

Confedilizia vuole una cedolare secca per i negozi, incentivi mirati al miglioramento sismico ed energetico e una risposta forte alla stretta europea sugli affitti brevi.

Manovra 2027: estensione della cedolare secca ai locali commerciali

Al convegno “La casa tra norme nazionali ed europee”, tenutosi a Piacenza, il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha ribadito la necessità di inserire nella prossima legge di bilancio l’estensione della cedolare secca ai contratti di locazione non abitativi. La proposta prevede una flat tax del 21% sui nuovi affitti di negozi e botteghe, con una soglia di superficie che potrebbe scendere da 600 a 250-300 metri quadri.

La proposta concreta di cedolare secca per i locali commerciali

Spaziani Testa ha spiegato che, se la misura fosse approvata, i proprietari di immobili commerciali otterrebbero una semplificazione fiscale simile a quella già valida per le abitazioni dal 2019. L’obiettivo è favorire la disponibilità di spazi per l’attività commerciale, riducendo gli oneri amministrativi e rendendo più attraente l’investimento nel settore retail. Il vice-ministro all’Economia, Maurizio Leo, ha inserito la voce tra gli obiettivi della bozza di Manovra, ma non ha ancora definito i dettagli operativi.

Parametri tecnici e soglie proposte

Attualmente la normativa prevede un’aliquota del 21% per contratti fino a 600 m²; la discussione in corso suggerisce di abbassare la soglia a 250-300 m², così da includere la maggior parte delle attività di piccole dimensioni. La cedolare secca si applicherebbe solo ai nuovi contratti, garantendo al locatore una tassazione tradizionale più prevedibile e una gestione più snella dei flussi di cassa.

Incentivi per il patrimonio edilizio: verso un nuovo bilancio

Parallelamente, il presidente di Confedilizia ha criticato la persistenza del dibattito sul Superbonus ritenuto ancora troppo dominante nella discussione sugli aiuti fiscali. Ha auspicato un ritorno a un approccio più equilibrato, concentrando le risorse su due priorità: il miglioramento sismico e l’efficientamento energetico. Spaziani ha sottolineato che gli incentivi potrebbero essere introdotti “a parità di gettito”, riducendo la spesa complessiva ma mantenendo l’efficacia degli interventi.

Possibili scenari di finanziamento

Il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, ha ricordato che l’ultimo bilancio del 2025, pubblicato dall’ISTAT, sarà il punto di riferimento per definire la portata delle misure. Ha inoltre accennato a una possibile flessibilità europea, con una clausola nazionale che potrebbe garantire fino a 14 miliardi di euro per interventi su infissi, pompe di calore, sistemi ibridi solari e cappotti termici, a condizione che l’Italia eviti una procedura di infrazione per deficit eccessivo.

Affordable Housing Act e le restrizioni sugli affitti brevi

Un altro tema centrale è la bozza dell’European Affordable Housing Act che prevede limiti agli affitti brevi nelle zone dove il prezzo di vendita supera otto volte il reddito disponibile pro capite. Il ministro Foti ha promesso di lottare per una clausola nazionale che impedisca l’applicazione prescrittiva di tali limiti, sostenendo che le difficoltà dell’abitare non nascono dagli affitti brevi ma da altre dinamiche di mercato.

Reazioni politiche e dibattito parlamentare

Al convegno, diversi parlamentari hanno espresso pareri contrastanti. Il deputato M5S Agostino Santillo ha definito la proposta “non al centro dell’emergenza abitativa”, mentre il Pd Virginio Merola ha invitato a puntare su incentivi piuttosto che su divieti. Forza Italia, rappresentata da Maurizio Gasparri, Enrico Costa e Roberto Rosso, ha annunciato l’intenzione di respingere la bozza, sostenendo la competenza statale in materia. Il vice-premier Matteo Salvini ha chiuso la discussione ribadendo che “la casa non si tocca” e difendendo il diritto dei proprietari di disporre dei propri beni.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.