Dal prossimo 1° dicembre 2026 la Spagna cambierà il modo in cui vengono tassati gli affitti brevi per case vacanza e appartamenti arredati destinati a soggiorni di trenta notti o meno. La misura introduce un IVA del 10%, con un’esenzione riservata alle abitazioni adibite a residenza principale del proprietario. L’intervento, previsto dal governo spagnolo, avrà ricadute sia sui turisti che sui proprietari, già incerti circa l’entità del rincaro.
IVA del 10% sulle locazioni turistiche in Spagna: dettagli della nuova disciplina
Il provvedimento si applica a tutti gli alloggi arredati affittati per periodi non superiori a 30 notti, indipendentemente dal canale di prenotazione. Il calcolo dell’imposta si basa sul prezzo totale concordato, per cui l’IVA si aggiunge al valore finale della prenotazione. La normativa contiene una clausola di esenzione: i proprietari che affittano la propria dimora principale non dovranno applicare la tassa, limitando così l’impatto sui residenti che affittano una stanza o un appartamento di seconda casa.
Quanto può aumentare il costo per il turista?
Secondo una ricerca effettuata nel 2026, il prezzo medio di una notte in una struttura turistica spagnola ammonta a 200 euro. Un soggiorno di una settimana (sette notti) sarebbe quindi pari a 1 400 euro; l’applicazione del 10% di IVA comporta un ulteriore onere di 140 euro, ovvero circa 20 euro al giorno. L’analisi di esperti del settore suggerisce che l’aumento effettivo potrà variare: alcuni proprietari potrebbero assorbire parte della tassa per restare competitivi, soprattutto in bassa stagione, mentre altri trasferiranno l’intero importo al cliente, specialmente nelle località più richieste.
La legge pugliese sugli affitti brevi: poteri per i comuni e reazioni politiche
Nel frattempo, la Regione Puglia ha approvato una normativa dedicata agli affitti brevi che coinvolge 39 comuni ad alta densità turistica e tutti i capoluoghi di provincia. La legge consente ai comuni di delimitare aree entro le quali introdurre criteri e limiti per l’avvio di nuove attività di locazione turistica, tenendo in considerazione la popolazione residente, la disponibilità abitativa e le specificità territoriali. Inoltre, sono state uniformate le procedure amministrative: le attività imprenditoriali richiederanno la SCIA, mentre quelle non imprenditoriali la CIA. Per le strutture già operative è prevista una disciplina transitoria.
Le dichiarazioni dei rappresentanti politici hanno evidenziato le divergenze di opinione. Il capogruppo PD, Stefano Minerva, ha sottolineato che il turismo è stato un motore di crescita per la regione, ma è necessario “governare lo sviluppo tenendo insieme le opportunità economiche e i diritti delle persone”. La leader dei Cinque Stelle, Maria La Ghezza, ha ribadito che la legge offre ai comuni gli strumenti per “pianificare e tutelare la residenzialità”. Al contrario, i rappresentanti di Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno accusato la norma di violare la proprietà privata e di introdurre restrizioni ispirate a modelli “sovietici”.
Firenze lancia un protocollo per i lavoratori del turismo breve
In Toscana, il Comune di Firenze ha siglato il primo protocollo nazionale volto a regolare i rapporti di lavoro nella filiera degli affitti brevi. L’accordo, privo di scadenza, è stato stipulato tra l’Amministrazione comunale, i sindacati Cgil-Cisl-Uil e l’associazione dei gestori professionali Aigab. Riguarda circa 2 000 addetti, più della metà dei quali operano nel settore delle pulizie. Gli obiettivi principali consistono nella qualifica del lavoro, nella prevenzione di pratiche di irregolarità e nel contrasto al dumping contrattuale, garantendo che tutti i collaboratori siano assunti con contratti subordinati, a tempo pieno o parziale, secondo la normativa vigente.
Il documento prevede anche misure di sicurezza – dalla movimentazione dei carichi all’uso di prodotti chimici – e stabilisce “corrispettivi adeguati” per sostenere il costo del lavoro, verifiche sulla regolarità contributiva e un’autorizzazione motivata per eventuali subappalti. Dario Danti, assessore al Lavoro, ha dichiarato che “chi pulisce gli appartamenti, trasporta la biancheria e accoglie gli ospiti ha diritto a contratti corretti, retribuzioni adeguate e sicurezza”. Il presidente di Aigab, Marco Celani, ha accolto positivamente l’iniziativa, pur sottolineando la necessità di monitorare l’efficacia del protocollo attraverso controlli continui.



