Nel cuore della Liguria, a Valeriano, una casa vacanze gestita da Marco Rebecchi è rimasta sotto il controllo di un ospite che ha rifiutato di lasciare l’immobile al termine del soggiorno. L’impedimento ha provocato la cancellazione di nuove prenotazioni, l’obbligo di mantenere attive le utenze e una perdita economica stimata oltre i 10.000 euro. La situazione ha spinto il proprietario a denunciare il caso alle autorità, ma la risposta dei carabinieri ha evidenziato una lacuna legislativa che ha reso quasi impossibile il ripristino del possesso dell’immobile.
L’occupazione illegittima della casa vacanze a Vezzano Ligure
Il 27 giugno l’ospite, che aveva prenotato la struttura tramite una piattaforma digitale, si è rifiutato di riconsegnare le chiavi. Nonostante il contratto di locazione breve fosse scaduto, il proprietario non ha potuto avviare un sfratto immediato perché la legge non prevede una procedura rapida per le locazioni turistiche. Marco Rebecchi ha quindi dovuto continuare a pagare luce, acqua e gas, sostenendo inoltre le spese legali per una causa civile che, secondo le sue stime, potrà dilatarsi per mesi.
Il vuoto normativo che ha bloccato le azioni del proprietario
La normativa attualmente in vigore è l’articolo 634-bis del Codice penale, introdotto nel 2025, che consente lo sfratto rapido solo quando l’occupazione avviene con l’uso della violenza o con inganno mirato a sottrarre l’immobile al legittimo proprietario. Un ospite che ha prenotato regolarmente e poi non se ne va non rientra nella fattispecie, lasciando al proprietario solo l’azione civile, la quale è lenta e onerosa. Inoltre, la legge vieta di interrompere le utenze all’occupante, pena accuse di abuso di potere.
Dalla protesta alla proposta di legge: il percorso parlamentare
Deluso dall’inerzia istituzionale, Rebecchi ha deciso di portare la questione nell’opinione pubblica, coinvolgendo la stampa locale. Approfittando di una visita a La Spezia di diversi parlamentari, ha consegnato una bozza di proposta di legge all’onorevole Maria Grazia Frijia, vicepresidente della provincia. L’iniziativa ha suscitato l’interesse di altri membri del Parlamento, culminando in un emendamento al Decreto Sicurezza presentato dal senatore Gian Marco Centinaio e sottoscritto dalla senatrice Stefania Pucciarelli.
L’emendamento e le nuove tempistiche per gli sfratti
Il provvedimento prevede una protezione più ampia per i gestori di strutture turistiche, B&B e case vacanze, estendendo la semplificazione anche ai contratti di locazione a lungo termine (4 + 4). Attualmente, per questi ultimi, l’attesa per uno sfratto può arrivare a un anno e mezzo; la proposta puntava a ridurre il termine a 90 giorni, introducendo procedure più snelle e consentendo il recupero delle utenze in caso di occupazione illegittima.
Reazioni e prospettive: un caso non isolato
Secondo le testimonianze raccolte, la vicenda di Rebecchi non è un episodio raro: già 7-8 proprietari di immobili a La Spezia hanno segnalato problemi analoghi, sia in ambito turistico sia commerciale. Il confronto con la Svizzera ha evidenziato una differenza sostanziale: lì, in casi simili, l’occupante è stato allontanato entro due giorni e i beni sequestrati a garanzia del proprietario. In Italia, la burocrazia richiede mesi per le notifiche, con rincari ulteriori quando le raccomandate non trovano destinatario, prolungando il contenzioso fino a sei mesi prima dell’effettivo avvio del giudizio.
Marco Rebecchi, consapevole dei costi sostenuti, afferma che il sacrificio personale è giustificato se la legge approvata potrà tutelare altri proprietari in tutta Italia. “Spero che la nostra esperienza diventi una base per una normativa più equa, così che chi affitta non debba più subire svantaggi economici ingiustificati”, ha dichiarato.



