Il panorama immobiliare nella provincia di Brescia mostra segnali di tensione senza precedenti. I prezzi di vendita sono in costante crescita, gli affitti assorbono una quota alla larga del 50% del reddito mensile e, nel 2025, si sono registrati più di cinquecento sfratti. Questi dati, incrociati con gli ultimi report di mercato, indicano una crisi abitativa che interessa sia le zone turistiche del Garda sia i comuni più remoti dell’area montana.
Disparità di prezzo e oneri di affitto nella provincia di Brescia
Le statistiche più recenti evidenziano una marcata differenza tra le aree costiere del Lago di Garda e le zone interne. A Sirmione il canone medio di locazione per un appartamento di 80 mq supera i 1.050 euro al mese, pari al 54% del reddito netto medio. Anche LimoneSalò e Ponte di Legno superano la soglia del 40%. Al contrario, nei comuni di Provaglio Valsabbia o Valvestino lo stesso affitto incide su poco più del 10% dello stipendio, grazie a canoni che si aggirano intorno ai 300-400 euro.
Quanto tempo serve per acquistare una casa da 80 mq
Il tempo necessario per accumulare il reddito richiesto per l’acquisto differisce altrettanto. Nelle località più richieste, come Sirmione o Limone occorrono quasi 11 anni di stipendio medio per comprare un’abitazione di 80 mq, mentre in Provaglio Valsabbia o Valvestino basta appena 2,5-3 anni. La differenza di prezzo può superare i 40 000 euro su una distanza di soli 6 km: la stessa casa costa circa 138 000 euro a Brescia e 92 000 euro a Borgosatollo.
Sfratti in aumento e risposta comunale
Nel 2025 la provincia di Brescia ha registrato 530 sfratti eseguiti, con 778 provvedimenti di sfratto e oltre 2 000 richieste di esecuzione. La Lombardia colloca Brescia al secondo posto per provvedimenti e al terzo per esecuzioni, dimostrando una domanda abitativa che supera l’offerta disponibile. La tipologia di sfratto è cambiata: le esecuzioni per morosità sono calate, mentre quelle per fine locazione sono quasi raddoppiate, indicando un problema più strutturale che un semplice mancato pagamento.
Le iniziative di “Abitare Brescia”
Il Comune ha puntato su tre leve operative: un progetto di contenimento degli sfratti, la rete “Abitare Brescia” per la gestione delle politiche abitative, e un bando di incentivazione all’affitto a canone concordato. Il contributo prevede 2 000 euro una tantum per il proprietario e una quota dal 25 al 35% del canone mensile, mirata a ridurre il numero di immobili sfitti. A Sanpolino sono già stati realizzati 69 nuovi alloggi, mentre la graduatoria comunale conta 1 200 richieste per case popolari e 311 per housing sociale.
Andamento delle compravendite e prospettive di nuova edilizione
Nel terzo trimestre del 2026 il mercato delle compravendite a Brescia mostra un calo della disponibilità di immobili del 4,9% in tre mesi e una crescita del prezzo medio a 2 356 euro/m² (+2,8% su base trimestrale, +5,3% su base annua). La domanda è scesa del 20,6% negli ultimi sei mesi, penalizzata da un’inflazione in aumento e da costi più alti dei mutui. In confronto, la vicina Bergamo registra una domanda più stabile nonostante prezzi medi più alti (2 926 euro/m²).
Piano di crescita residenziale
Il nuovo Piano di Governo del Territorio prevede una capacità edificatoria di 296 210 m², equivalenti a circa 6 000 nuovi alloggi, di cui 1 400 destinati all’edilizia convenzionata. Questo obiettivo corrisponde quasi interamente al fabbisogno stimato di 5 900 unità per i prossimi quindici anni, indicato dalla sindaca. Se realizzato, il piano potrebbe attenuare la pressione sui prezzi e fornire nuove opportunità sia per l’acquisto che per l’affitto, contribuendo a ridurre il tasso di sfratti e a riequilibrare la domanda con l’offerta abitativa nella provincia.



