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29 Ottobre 2026

Aliquota cedolare al 5% e 1%: incentivi per affitti a canone calmierato e giovani

Le tasse sugli affitti si riducono drasticamente: 5% per i canoni concordati e appena 1% se l’inquilino è under 35.

Aliquota cedolare al 5% e 1%: incentivi per affitti a canone calmierato e giovani

Il Disegno di Legge di Bilancio 2027 ha introdotto due modifiche fiscali decisive per il mercato delle locazioni residenziali. Da gennaio prossimo i proprietari che optano per la cedolare secca potranno usufruire di un’aliquota ridotta al 5% sui contratti a canone concordato e, in un caso ancora più vantaggioso, pagheranno solo l’1% se l’inquilino ha al massimo 35 anni.

Queste misure mirano a rendere più appetibile l’offerta di abitazioni a canone calmierato, spostando l’interesse dagli affitti brevi, tassati con aliquote superiori al 20%, verso locazioni di lungo periodo. Il governo ha sottolineato che più case disponibili a canone moderato favoriscono l’autonomia dei giovani, che potranno così lasciare il nido familiare più facilmente.

Aliquota al 5% per i contratti a canone concordato

Attualmente la cedolare secca si applica al 10% del canone annuo per chi sceglie il regime sostitutivo. Dal 2027 la percentuale si dimezza, passando al 5% per tutti i contratti di locazione residenziale a durata più lunga (tipico 3+2) che rispettano le fasce tariffarie stabilite dagli accordi territoriali. Il beneficio si aggiunge alle agevolazioni già esistenti, come la riduzione dell’IMU al 75% per gli immobili locati a prezzo concordato.

In termini pratici, per un trilocale affittato a 800 € al mese (9.600 € annui) la tassa scende da 960 € a 480 €, con un risparmio di 480 € all’anno. L’aliquota ridotta è valida per l’intera durata del contratto, a condizione che il proprietario non opti per l’aggiornamento ISTAT del canone.

Aliquota all’1% per gli affitti a giovani under 35

La novità più incisiva della manovra è l’introduzione dell’aliquota dell’1% sui contratti a canone concordato destinati a inquilini di età non superiore a 35 anni. Non sono stati posti limiti di reddito né per il locatore né per il locatario, anche se i dettagli operativi verranno specificati nel testo definitivo. La regola prevede che, una volta verificata l’età al momento della firma, l’aliquota rimanga invariata per tutta la durata del contratto.

Esempio pratico: lo stesso trilocale affittato a 800 € al mese a una coppia di 28 anni verrà tassato a soli 96 € l’anno (1% di 9.600 €). A questi 96 € si aggiunge lo sconto del 25% sull’IMU, rendendo l’offerta ancora più competitiva rispetto al libero mercato.

Impatto sul confronto tra mercato libero e canone concordato

Con l’aliquota dell’1% il guadagno netto per il proprietario può avvicinarsi a quello di un affitto di mercato più alto. Per esempio, un bilocale affittato a 1.000 € al mese sul mercato libero, soggetto alla cedolare standard del 21%, comporta un pagamento di imposta pari a 2.520 € (21% di 12.000 €). Con il nuovo regime, affittando lo stesso immobile a canone concordato di 800 € al mese a un giovane, il proprietario incassa 9.600 € e paga solo 96 € di tassa, rimanendo con 9.504 € netti, più lo sconto IMU. In molte zone dove le tariffe dei contratti territoriali si avvicinano ai valori di mercato, il vantaggio diventa decisamente netto.

Il nuovo sistema fiscale, quindi, incentiva i proprietari a scegliere contratti a canone concordato e a puntare su inquilini giovani, contribuendo a ridurre la pressione sugli affitti brevi e a favorire la stabilità abitativa per le fasce di popolazione più vulnerabili.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.