Il settore degli affitti brevi è stato al centro di un importante convegno a Milano, organizzato dall’Associazione italiana gestori affitti brevi (Aigab). L’evento, denominato Stati generali degli affitti brevi, ha raccolto professionisti, amministratori pubblici e rappresentanti delle istituzioni per fare il punto sul valore prodotto dal comparto e sulle pressioni normative che lo stanno interessando.
Dati di mercato: oltre 51 miliardi di valore nel 2026
Dal primo trimestre fino a settembre 2026 il fatturato generato dagli affitti turistici ha toccato i 10,1 miliardi di euro. Se si aggiunge l’indotto, ossia l’attività economica secondaria generata da quei flussi, il totale sale a 51,5 miliardi, con un indotto netto di 40,6 miliardi. Gli investimenti in ristrutturazioni, arredi e manutenzioni hanno superato gli 800 milioni, segnando un incremento rispetto ai 600 milioni del 2025. Questi numeri confermano la crescita costante del comparto e la capacità di trasformare immobili altrimenti inutilizzati in risorse economiche concrete.
Crescita dell’indotto e delle attività di rinnovamento
L’indotto è passato da 32,9 miliardi nel periodo analogo del 2025 a 40,6 miliardi, segnando un +23 %. Tale aumento è dovuto soprattutto alla maggior diffusione delle prenotazioni dirette, che hanno registrato un balzo del 19 % rispetto all’anno precedente. L’afflusso di capitali ha stimolato il mercato dei lavori di ristrutturazione, con interventi volti a migliorare l’efficienza energetica per rispettare le direttive europee sulle Case green. In sostanza, gli affitti brevi non solo producono ricavi immediati, ma fungono anche da volano per la riqualificazione del patrimonio edilizio.
Le dichiarazioni di Matteo Salvini e la questione delle seconde case
All’evento è intervenuto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ribadendo la volontà del governo di bloccare il nuovo regolamento europeo – l’Affordable Housing Act – che, a suo avviso, introdurrebbe meccanismi di esproprio per gli affitti brevi. Salvini ha attribuito la crisi abitativa non agli affitti brevi ma a una “politica urbana miope” delle amministrazioni locali, accusate di spingere i residenti fuori dal centro delle grandi città. Il ministro ha inoltre proposto una legge per lo sgombero immediato di seconde e terze case, equiparandola alle misure già previste per le prime case.
Il disegno di legge e l’emendamento al decreto sicurezza
La proposta di legge, attualmente in discussione al Senato, è stata inserita come emendamento al cosiddetto decreto sicurezza, una manovra che il gruppo parlamentare della Lega intende sfruttare per accelerare l’applicazione delle norme sullo sgombero. Salvini ha sottolineato che, se il Parlamento dovesse impiegare troppo tempo, il gruppo parlamentare agirà con i “maranza” per garantire l’attuazione del provvedimento. L’obiettivo dichiarato è quello di liberare il Mercato immobiliare da unità abbandonate o adibite a turismo, rendendole nuovamente disponibili per la locazione a lungo termine.
Le posizioni di Confedilizia e della Federazione Agenti Immobiliari
Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, ha difeso il ruolo della proprietà privata nella crescita economica, evidenziando che la maggior parte delle case in affitto è detenuta da persone fisiche. Secondo Spaziani Testa, le narrazioni che demonizzano gli affitti brevi sono infondate e non distinguono tra piccoli proprietari e grandi fondi, i quali, a suo dire, raramente sono la causa di problemi di mercato. Ha inoltre proposto di esentare dall’IMU gli immobili situati nei piccoli comuni che stanno perdendo valore, per favorire la riqualificazione di aree depresse.
Fabrizio Segalerba, delegato della Federazione italiana agenzie immobiliari (FIAIP), ha espresso preoccupazione per le conseguenze dell’Affordable Housing Act, definendole “disastrose”. In particolare, la clausola che limiterebbe la vendita degli immobili a chi li utilizza come residenza principale, secondo Segalerba, provocherebbe una svalutazione immediata delle case, con effetti moltiplicatori sull’intera zona. Il rappresentante ha inoltre collegato la crisi abitativa a un “rifiuto dello Stato di svolgere la funzione sociale della casa”, invitando a politiche più incisive per la riqualificazione di vecchi edifici.
Impatti sul patrimonio abitativo italiano
Il panorama nazionale conta oltre 35 milioni di abitazioni, di cui circa 9,5 milioni risultano vuote secondo la definizione ISTAT. Su queste, circa 500 mila unità sono attualmente impiegate per gli affitti brevi, mentre il 30 % proviene da immobili sfitte da tempo, il 28,7 % da eredità e il 26,1 % era occupato dal proprietario prima della conversione. Solo il 2,2 % dei immobili destinati al turismo è stato acquistato come investimento. Questi dati dimostrano che gli affitti brevi fungono da “valvola di sfogo” per il patrimonio immobiliare, evitando che gli immobili rimangano inutilizzati.



