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14 Agosto 2026

Tasse locali: cosa cambia con il decreto federalismo fiscale 2026

Il decreto federalismo fiscale 2026 introduce importanti cambiamenti per bollo auto, Imu e altri tributi locali. Scopri le novità e come influenzeranno i contribuenti.

Tasse locali: cosa cambia con il decreto federalismo fiscale 2026

Il decreto sul federalismo fiscale regionale e locale, approvato definitivamente con il Dlgs 147/2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 185 dell’11 agosto, rappresenta un passo fondamentale per l’autonomia finanziaria degli enti locali. Nonostante il parere negativo della Conferenza Unificata Stato-Regioni, il Governo ha deciso di procedere per completare l’attuazione della delega fiscale e introdurre novità significative su tasse locali, bollo auto e sanzioni.

Questo provvedimento mira a rafforzare l’autonomia finanziaria di Comuni, Province e Regioni, perseguendo due obiettivi principali: semplificare la fiscalità locale per incentivare i pagamenti spontanei e migliorare gli incassi dei tributi locali definendo chiaramente a quale ente spettino le somme versate dai cittadini.

Bollo auto: le principali novità

Con l’entrata in vigore del decreto, il bollo auto diventa un tributo proprio derivato, conferendo alle Regioni maggiore flessibilità nella gestione. Per gli automobilisti, i cambiamenti concreti riguardano il pagamento territoriale:

  • Per le persone fisiche, il pagamento si basa sulla residenza del proprietario alla data di scadenza del pagamento;
  • Per le società e le imprese, il pagamento si basa sulla sede legale o sul luogo di gestione amministrativa principale. Le imprese iscritte alla Camera di Commercio avranno 90 giorni per aggiornare gli indirizzi delle proprie sedi;
  • Le esenzioni del superbollo saranno regolate dalle norme nazionali, poiché il superbollo resta una competenza statale. Dal 1° gennaio 2027, le esenzioni e riduzioni previste sul bollo ordinario non potranno più essere applicate al superbollo;
  • Il fermo amministrativo non sospende più l’obbligo di versamento del bollo auto, che resta dovuto anche per il periodo in cui il veicolo è bloccato.

Collaborazione con gli enti locali

Il decreto introduce misure per incentivare la collaborazione dei cittadini nel pagamento spontaneo dei tributi. Gli enti locali potranno prevedere riduzioni fino a un quinto delle aliquote e tariffe dei propri tributi per chi sceglie di saldare automaticamente con l’addebito diretto sul conto corrente.

Per evitare contenziosi, Regioni e Comuni invieranno avvisi bonari e comunicazioni ai contribuenti prima di passare alla notifica dell’accertamento. Gli errori potranno essere sanati anche per le imposte locali con il ravvedimento operoso, che non sarà bloccato dalla ricezione di questionari o inviti di comparizione.

Sanzioni Imu: le novità dal 2027

Dal 1° gennaio 2027, le sanzioni Imu saranno rimodulate e alleggerite. Le novità riguardano chi dimentica di presentare la dichiarazione Imu o la presenta in ritardo. Ecco come cambiano le sanzioni:

Violazione IMU Vecchia sanzione Nuova sanzione (dal 1° gennaio 2027)
Omessa dichiarazione Dal 100% al 200% dell’imposta Fissa al 100% (minimo 50 €)
Infedele dichiarazione Dal 50% al 100% dell’imposta Fissa al 40% (minimo 50 €)

Rottamazione quinquies locale: come fare per Imu, Tari e multe

Il 31 luglio 2026 è partita la definizione agevolata su scala nazionale, che include anche i crediti locali relativi a Imu, Tari, multe stradali e bollo auto. Tuttavia, non esiste ancora una mappa ufficiale delle adesioni, quindi è necessario consultare i portali istituzionali dei singoli enti in attesa che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) pubblichi i dati definitivi.

La possibilità di sanare i debiti affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2026 è stata introdotta dalla Manovra 2026, che lascia a Regioni ed enti locali la decisione sulla gestione delle proprie somme. Al momento, circa 1.000 Comuni hanno aderito, con una concentrazione di adesioni al Centro-Sud, in particolare in Lazio, Campania e Puglia.

Tra i Comuni che hanno confermato l’adesione figurano Roma, Napoli, Genova e Bari tra le grandi città, e Ancona, Latina e Chianciano Terme tra i centri medi. La varietà degli enti coinvolti mostra che la scelta riguarda Comuni di dimensioni molto diverse.

Come controllare la propria posizione

In assenza di un elenco nazionale, la verifica preliminare va fatta sul sito del Comune o della Regione creditrice. Occorre cercare nell’albo pretorio o nelle sezioni dedicate ai tributi eventuali delibere che contengano espressioni come “rottamazione quinquies”, “definizione agevolata” o “adesione alla definizione agevolata dei carichi”.

Un punto spesso trascurato è che per l’Imu conta il Comune dove si trova l’immobile, non quello di residenza, mentre per il bollo auto conta la Regione competente. Il riscontro definitivo arriverà comunque dall’area riservata di AdER, che dal 15 ottobre 2026 consentirà ai contribuenti di verificare i singoli carichi ammessi.

Cosa si può sanare e il calendario da seguire

Il beneficio non è uguale per tutti i tributi. Per Imu e Tari cadono sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio, restando dovuti solo capitale e spese di notifica ed esecuzione. Per le multe stradali, invece, la definizione agevolata riguarda esclusivamente interessi e aggio: l’importo della sanzione originaria resta dovuto per intero.

Ecco il calendario da seguire:

  • 31 luglio 2026 Regioni e Comuni approvano e inviano via PEC ad AdER il modello di adesione;
  • 15 ottobre 2026 AdER pubblica linee guida e dati nell’area riservata;
  • 16 ottobre 2026 Contribuenti possono inviare domande tramite canale telematico;
  • 15 dicembre 2026 Chiusura invio istanze;
  • 28 febbraio 2027 AdER comunica le somme dovute;
  • 31 marzo 2027 Contribuenti pagano la prima rata o unica soluzione.

Chi opta per il pagamento dilazionato potrà suddividere l’importo su un massimo di 54 rate bimestrali, con interessi al 3% annuo dal 1° aprile 2027. È importante rispettare il piano: il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata, fa perdere il beneficio, mentre le somme già versate restano acquisite come acconto.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.