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15 Ottobre 2026

Proteste a Bari per il caro affitti e la legge sugli affitti brevi

Studenti universitari di Bari hanno montato un presidio davanti alla Prefettura per denunciare l’aumento dei canoni e chiedere misure concrete per l’abitare.

Proteste a Bari per il caro affitti e la legge sugli affitti brevi

Questa mattina un gruppo di studenti universitari di Bari ha allestito un presidio davanti alla Prefettura per denunciare il peso crescente del costo degli affitti e del caro vita sulla possibilità di studiare fuori sede. Le sigle coinvolte, UDU e Zona Franka hanno piazzato tende e cartelli con slogan come “generazione all’asta” per richiamare l’attenzione sull’emergenza abitativa che sta restringendo l’accesso alla città per chi non può permettersi canoni elevati.

Incontro con il sindaco Vito Leccese e impegni annunciati

Il sindaco di Bari, Vito Leccese si è recato al presidio e ha parlato con i rappresentanti degli studenti, manifestando la volontà del Comune di intervenire. Leccese ha annunciato l’impegno ad applicare immediatamente la legge regionale sugli affitti brevi non appena sarà approvata dal Consiglio regionale. Ha inoltre ricordato che l’amministrazione sta già conducendo operazioni mirate a favorire l’housing sociale e lo sviluppo di soluzioni per gli studenti.

Nel corso del confronto il sindaco ha spiegato che lo Stato ha ridotto alcune risorse, citando la cancellazione del contributo alloggiativo che valeva 3,6 milioni di euro, somme che fino a tre anni fa supportavano le famiglie. Ora parte di queste risorse è sostenuta dal bilancio comunale per sostenere circa duemila famiglie, un onere che il Comune sta assorbendo per far fronte all’emergenza.

Spazi per studentati e patrimonio immobiliare

Leccese ha anche annunciato che una porzione del patrimonio dell’ospedale Bonomo verrà destinata alla creazione di studentati in forma evoluta, come parte delle misure concrete per incrementare i posti letto accessibili agli studenti. Questo intervento è stato presentato come un elemento operativo che accompagnerà l’applicazione della futura legge regionale sugli affitti brevi.

Richieste degli studenti e la posizione delle organizzazioni

Gli organizzatori del sit-in hanno ribadito che non basta una norma regionale: servono azioni strutturali per evitare che il diritto allo studio diventi un privilegio economico. Sahar Locaputo coordinatrice di UDU Bari, ha chiesto tempi certi e atti concreti perché le parole del sindaco siano tradotte in misure reali. Tra le richieste esplicite ci sono maggiori posti letto per studenti, strumenti per calmierare i canoni e politiche abitative pubbliche che preservino la residenza dei quartieri.

Gennaro Cifanelli, coordinatore di Zona Franka, ha dichiarato che la legge regionale sugli affitti brevi è «un inizio», ma ha chiesto interventi a livello nazionale, come investimenti per la costruzione di residenze universitarie pubbliche e nuovi alloggi popolari. Cifanelli ha annunciato la partecipazione degli studenti a una manifestazione nazionale a Roma il 17 ottobre, ribadendo che il tema della casa si intreccia con altre questioni generazionali quali sanità, ricerca e lavoro.

Presenza politica e appello alla Regione

All’incontro con gli studenti era presente anche il consigliere regionale del Partito Democratico, Ubaldo Pagano che ha sottolineato la responsabilità della Regione nel definire lo strumento normativo sugli affitti brevi. Pagano ha spiegato che la legge serve a fornire ai sindaci uno strumento di pianificazione per bilanciare la vocazione turistica delle città con il diritto dei residenti a condizioni di vita sostenibili.

Contesto nazionale e analogie con altre aree

L’azione di protesta a Bari si inserisce in un quadro più ampio: in diverse province italiane la crescita dei prezzi degli immobili e degli affitti mette in difficoltà famiglie, lavoratori e studenti. Rappresentanti sindacali di altre regioni hanno denunciato incrementi significativi dei canoni e l’effetto distorsivo degli affitti turistici sul mercato locale. Le sigle sindacali sostengono la necessità di un piano casa che aumenti l’offerta di alloggi pubblici e incentivi la messa a disposizione degli immobili sfitti attraverso leve fiscali mirate.

Questo contesto rafforza la richiesta degli studenti baresi: non si tratta solo di una protesta locale, ma di una chiamata all’azione per politiche abitative integrate che coniughino normativa regionale, interventi comunali e risposte nazionali per contenere i canoni e garantire l’accesso alla città a chi studia o lavora.

La mobilitazione di Bari ha Resta ora da verificare la rapidità delle misure annunciate e la messa in pratica degli impegni presi davanti agli studenti.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.