Salta al contenuto
9 Giugno 2026

Aumenti degli affitti e stipendi: il divario che penalizza Piemonte e grandi città

L'aumento dei canoni dal 2019 al 2026 ha superato la crescita dei salari, con punte record in città come Milano e Firenze e impatti evidenti in Piemonte: Torino tra le province più care e difficoltà per le imprese nel reperire personale qualificato.

Aumenti degli affitti e stipendi: il divario che penalizza Piemonte e grandi città

Negli ultimi anni il costo dell’abitare è diventato un fattore che condiziona non solo la vita quotidiana, ma anche le strategie delle imprese e la mobilità dei lavoratori. L’analisi dell’associazione di categoria mette in evidenza che, tra il 2019 e il 2026, i canoni di locazione sono cresciuti a ritmi nettamente superiori rispetto alle retribuzioni nettecreando un divario che rischia di trasformarsi in un freno per la crescita economica dei territori.

Questo squilibrio si manifesta in modo più evidente nei capoluoghi più dinamici e nelle aree a forte attrattiva produttiva: dove la domanda abitativa supera l’offerta, l’incidenza dell’affitto sul reddito è salita a livelli tali da rendere difficile il trasferimento di giovani professionisti e tecnici necessari alle aziende.

Situazione in Piemonte: Torino in testa e aumenti nelle province

Anche il Piemonte mostra segnali chiari di questa tendenza: la provincia di Torino presenta i canoni medi più elevati della regione, attestandosi sui 11,36 euro al metro quadrato al mesementre Verbano-Cusio-Ossola e Novara seguono con valori più bassi ma in crescita. Negli ultimi dodici mesi gli incrementi più significativi sono stati registrati nelle province di VercelliAlessandria e nel Verbano-Cusio-Ossolacon Torino che mantiene però una crescita costante.

La dinamica non riguarda soltanto le grandi aree urbane: i rincari stanno coinvolgendo anche centri di medie dimensioni e territori tradizionalmente considerati più accessibili. Questo comporta che una quota crescente dello stipendio venga assorbita dall’abitazione, riducendo il potere d'acquisto e la capacità di risparmio delle famiglie.

Effetti sulla mobilità del lavoro in Piemonte

Secondo la rappresentanza regionale, il legame tra casa e lavoro è diventato cruciale: molte micro, piccole e medie imprese segnalano difficoltà nel reperire personale qualificato, soprattutto nei settori che richiedono competenze tecniche. Il presidente regionale dell’associazione evidenzia come, quando il costo dell’abitare cresce più rapidamente della capacità di spesa delle famiglie, si riduca la possibilità di attrarre giovani e professionisti indispensabili per la competitività territoriale.

Dati nazionali e città con aumenti record

Sul piano nazionale la fotografia è altrettanto nitida: tra il 2019 e il 2026 i canoni medi per un appartamento standard di 70 metri quadrati sono aumentati, nelle città considerate, tra circa il 19% e quasi il 50%. In molte realtà le retribuzioni nello stesso periodo sono cresciute invece solo tra il 7% e il 15%, creando un divario strutturale tra costo degli affitti e reddito disponibile.

Milano e Firenze segnano gli aumenti più elevati: entrambe registrano un incremento pari al 49% rispetto al 2019. Oggi, in termini assoluti, i canoni medi si collocano intorno a oltre 1.800 euro al mese per un appartamento medio a Milano e circa 1.340 euro a Firenze. Nei capoluoghi più attrattivi l’affitto arriva ad assorbire quote rilevanti dello stipendio medio: a Milano si stimano percentuali fino al 73% del reddito netto mensile, a Firenze il 62%, mentre in altre città come Bologna, Venezia, Roma, Padova, Verona e Pisa il canone supera il 50% della retribuzione media.

Il caso delle città liguri e l’incidenza sul reddito

In alcune province liguri la pressione sul reddito è particolarmente alta: a Genova l’affitto medio arriva a coprire il 44% dello stipendio netto, alla Spezia il 40%, a Savona il 39% e a Imperia il 38%. Per dare un termine di confronto, un appartamento da 70 metri quadrati a Genova è passato da una media di circa 690 euro nel 2019 a 910 euro nel 2026; andamenti simili ma meno accentuati si registrano nelle altre città della regione. Le retribuzioni, nel loro complesso, sono aumentate in modo molto più contenuto rispetto ai canoni, amplificando così l’incidenza dell’affitto sullo stipendio.

Questa convergenza di fattori — rincari dei canoni, crescita salariale limitata e forte domanda in determinate aree — produce un effetto diretto sul mercato del lavoro: le imprese faticano a convincere tecnici e giovani professionisti a trasferirsi dove c’è più occupazione, perché la prospettiva abitativa risulta economicamente svantaggiosa.

Per l’associazione di categoria, di fronte a questi segnali concreti è necessario considerare il tema dell’abitazione come parte integrante delle politiche per lo sviluppo economico: la disponibilità di alloggi a canoni sostenibili influisce sulla capacità dei territori di attrarre investimenti, trattenere competenze e sostenere la crescita delle aziende.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.