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8 Giugno 2026

Affitti in forte crescita: Milano e Firenze guidano l’impennata

Il prezzo degli affitti è cresciuto molto più degli stipendi negli ultimi sei anni: Milano e Firenze segnano rincari del 49% e in molte città il canone assorbe oltre la metà dello stipendio netto, con impatti su mobilità lavorativa e offerta abitativa.

Affitti in forte crescita: Milano e Firenze guidano l'impennata

Negli ultimi anni il tema dell’abitare è tornato al centro del dibattito pubblico per una ragione semplice: i canoni di locazione sono aumentati molto più rapidamente dei salari. Un’elaborazione sui dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sulle retribuzioni mette in evidenza uno scarto rilevante tra crescita dei prezzi e crescita delle buste paga, con effetti concreti sulla vita quotidiana di studenti, lavoratori e imprese.

Il confronto tra il periodo 2019-2026 mostra incrementi dei canoni per un appartamento tipo di 70 metri quadrati che vanno dal 19% al 50% nelle grandi città; nelle realtà con forte attrattività turistica e universitaria l’aumento è risultato particolarmente pronunciato. Questo fenomeno modifica l’accessibilità alla casa e la capacità dei territori di attrarre e trattenere competenze.

Aumenti percentuali e livelli di canone nelle principali città

Tra le città con i rincari più marcati figurano Milano e Firenzedove il canone medio per un appartamento da 70 mq è cresciuto del 49% rispetto al 2019. Nel capoluogo lombardo il canone supera i 1.800 euro mensili, mentre a Firenze si arriva attorno ai 1.340 euro. Seguono Bologna, Padova, Venezia e Napoli, tutte con aumenti superiori al 40%. Roma registra un +37%, mentre Bari e Verona segnano quasi il 39%.

Sud e centri minori: incrementi più contenuti

Le città meno esposte alla pressione turistica o universitaria hanno visto crescite più moderate: Potenza, Campobasso, Catanzaro e Perugia mostrano aumenti compresi tra il 19% e il 23%. In queste realtà il rapporto tra canone e reddito rimane più sostenibile rispetto ai grandi centri, sebbene rimangano situazioni locali di tensione sul mercato abitativo.

Il peso dell’affitto sul reddito e le ricadute sul mercato del lavoro

Il dato più allarmante riguarda la quota dello stipendio netto che va a coprire il canone. A Milano l’affitto medio assorbe il 73% della retribuzione netta mensile, valore estremo che rende quasi impossibile sostenere altri costi fissi. A Firenze la quota è pari al 62%. Superano la soglia del 50% anche Bologna, Venezia, Roma, Padova, Verona e Pisa. Al contrario, in capoluoghi come L’Aquila, Catanzaro, Isernia, Caltanissetta ed Enna l’incidenza si aggira intorno al 30-32%.

Questo squilibrio tra canoni e redditi ha conseguenze dirette sul mondo del lavoro: molte imprese, in particolare le micro e piccole aziendesegnalano difficoltà a reperire personale qualificato disposto a trasferirsi. Quando il costo dell’abitare consuma gran parte dello stipendio, la mobilità professionale si riduce e le aziende stentano a crescere o a insediarsi nei centri urbani più dinamici.

Effetto sulla domanda residenziale: studenti e affitti brevi

La pressione abitativa è particolarmente intensa nelle città universitarie e nelle mete turistiche. A ciò si aggiunge l’espansione degli affitti breviche ha sottratto all’offerta residenziale una quota crescente di immobili. La riduzione dell’offerta per la residenza contribuisce ulteriormente ad alzare i prezzi e a creare tensioni nei quartieri più richiesti.

Il risultato complessivo è un mercato dove la domanda cresce più velocemente dell’offerta, con ricadute su giovani, lavoratori in mobilità e famiglie che faticano a trovare soluzioni abitative adeguate a prezzi sostenibili.

Proposte e strumenti indicati dalle associazioni di impresa

Le organizzazioni rappresentative delle imprese indicano la necessità di interventi strutturali per affrontare quella che definiscono un’emergenza economica. Tra le misure suggerite ci sono un piano casa nazionale, incentivi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare inutilizzato e politiche di rigenerazione urbana che aumentino l’offerta di alloggi a canoni sostenibili. L’obiettivo dichiarato è evitare che le città diventino sempre più costose e meno accessibili, con il rischio di perdere giovani e competenze indispensabili allo sviluppo.

Al livello locale alcune amministrazioni stanno adottando strumenti di regolazione degli affitti brevi per tutelare la residenzialità; le associazioni chiedono però che tali interventi siano coordinati da una cornice normativa nazionale, per garantire efficacia e uniformità di impatto su scala più ampia.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.