Il mercato degli affitti per studenti universitari sta vivendo una fase di cambiamento in diverse città italiane. Dopo anni di crescita costante, si osservano i primi segnali di raffreddamento, con alcune città che registrano cali significativi nei prezzi delle stanze in affitto.
Questo fenomeno non è isolato, ma fa parte di una tendenza più ampia che coinvolge diverse realtà universitarie del paese. Vediamo insieme cosa sta succedendo a Brescia e Bologna, due città che stanno vivendo cambiamenti interessanti nel settore degli affitti per studenti.
Brescia: un calo del 7,9% nei prezzi delle stanze
Brescia, una delle città universitarie più dinamiche del nord Italia, ha registrato una riduzione del 7,9% nel prezzo medio delle stanze singole in affitto. Secondo i dati più recenti, il costo medio di una stanza singola in città si attesta oggi a 478 euro al mese.
Questo calo posiziona Brescia all’ottavo posto nella classifica delle città universitarie più costose, alle spalle di Milano, Firenze, Roma, Bologna, Bergamo, Padova e Torino. Il ridimensionamento dei prezzi è legato principalmente a una domanda meno intensa, con un calo del 22% nei contatti generati dagli annunci e una maggiore disponibilità di scelta per gli studenti.
“I dati sulle stanze confermano un progressivo riequilibrio del comparto dopo anni caratterizzati da una crescita sostenuta, sia sul fronte della domanda sia su quello dei prezzi”, spiegano gli esperti del settore. Questo trend non riguarda tutte le città, con alcune realtà che continuano a registrare aumenti significativi nei canoni di affitto.
Le città con i prezzi in aumento
Mentre Brescia registra un calo, altre città universitarie continuano a vedere aumenti anche molto consistenti. Tra le città con i rialzi più rilevanti troviamo Pescara (+28,6%), Trieste (+16,7%), Palermo (+13,6%), Bari (+12,2%), Genova (+11,9%), Pisa (+10,7%) e Pavia (+10,2%).
Bologna: un calo del 7,5% e una domanda in diminuzione
Anche Bologna, una delle città universitarie più care d’Italia, sta vivendo una fase di raffreddamento nel mercato degli affitti per studenti. Il prezzo medio di una stanza singola è diminuito del 7,5% nell’ultimo anno, attestandosi a 585 euro al mese.
Questo calo, superiore alla media nazionale, riflette un mercato meno sotto pressione rispetto al recente passato. Tuttavia, Bologna rimane una delle città più costose per gli studenti fuori sede, occupando il quarto posto nella classifica nazionale.
Il rallentamento riguarda non solo i prezzi, ma anche il mercato nel suo complesso. A Bologna, infatti, diminuiscono sia l’offerta sia la domanda. Ci sono meno stanze disponibili rispetto a un anno fa, ma anche meno studenti interessati a prenderle in affitto, elemento che contribuisce ad alleggerire la pressione sui canoni.
Il trend nazionale
Il trend bolognese si inserisce in un quadro più ampio. A livello italiano, il prezzo medio di una stanza è sceso del 6,2%, arrivando a 575 euro al mese. Anche domanda e offerta sono diminuite: gli annunci sono calati del 14,9%, mentre i contatti degli utenti hanno registrato una flessione del 19,8%.
Secondo gli esperti, si tratta di un progressivo riequilibrio del mercato dopo anni di forte crescita dei prezzi. La riduzione della domanda sta contribuendo a riportare i canoni su livelli più sostenibili, soprattutto nelle città dove avevano raggiunto valori molto elevati, come Bologna e Milano.
Il mercato degli affitti in Italia: un quadro differenziato
Il mercato degli affitti in Italia presenta un quadro molto differenziato. Mentre alcune città registrano cali significativi nei prezzi delle stanze in affitto, altre continuano a vedere aumenti anche molto consistenti.
A luglio, i canoni di affitto in Italia hanno segnato un deciso rialzo mensile del 2,4% rispetto a giugno, con il valore medio nazionale che sale a 14,9 euro/m². Tuttavia, su base annua, il mercato resta ancora in territorio negativo, con i prezzi dell’1,3% sotto i livelli di luglio 2026.
Tra i principali mercati cittadini, Roma cresce del 4,2% e tocca il proprio massimo storico, raggiungendo una media di 19,6 euro/m². In forte accelerazione anche Firenze (4,5%) e Genova (3,7%), mentre salgono in misura più contenuta Bologna (1,6%), Torino (1,1%), Milano (1,0%) e Napoli (0,4%).
Sul fronte negativo, Bari cede l’1% e Venezia lo 0,6%. Milano si conferma anche a luglio la città più cara per gli inquilini italiani, con 22,4 euro/m², insieme a Firenze. All’estremo opposto della classifica si collocano Caltanissetta con 4,6 euro al metro quadro, Reggio Calabria con 6,1 euro, Potenza con 6,1 euro e Ragusa con 6,3 euro.
Questo quadro differenziato riflette le diverse dinamiche che caratterizzano il mercato degli affitti in Italia, con alcune città che stanno vivendo una fase di stabilizzazione e altre che continuano a registrare aumenti significativi nei canoni di affitto.



