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4 Novembre 2026

Dove affittare in Italia senza spendere una fortuna

Il mercato degli affitti si trasforma: ecco dove è ancora possibile trovare case a prezzi ragionevoli.

Dove affittare in Italia senza spendere una fortuna

Negli ultimi sette anni il mercato degli affitti in Italia ha subito una forte pressione, alimentata soprattutto dall’espansione delle locazioni brevi su piattaforme digitali. La conseguenza più visibile è l’aumento dei canoni in molte aree tradizionalmente turistiche, ma non tutti i centri hanno subito lo stesso destino. Analizzando i dati di e i flussi di reddito medio, è possibile individuare quelle realtà dove il costo dell’abitare rimane sostenibile rispetto al reddito delle famiglie.

Come il turismo ha innalzato i canoni di affitto

Il fenomeno degli affitti brevi ha trasformato numerose abitazioni in strutture per turisti, riducendo l’offerta destinata a chi cerca una sistemazione a lungo termine. Province come la Valle d’Aosta, la Sondrio o la Lucca hanno registrato incrementi superiori al 60 % rispetto al 2019, con un salto medio di più del 100 % in Aosta, dove il prezzo per metro quadro supera i 23 €. La stessa dinamica è evidente nel Sud, con la provincia di Catanzaro che ha visto i canoni salire del 131 % in appena sette anni.

Provincie dove la crescita è più marcata

Tra le zone più colpite troviamo anche Isernia, dove nonostante i prezzi rimangano tra i più bassi del Paese, i canoni sono aumentati dell’84 % dall’anno precedente, testimonianza dell’effetto contagioso del turismo anche in aree poco frequentate. In altre province, come Ascoli Piceno, Belluno e Catanzaro, l’arrivo di studenti e viaggiatori ha spinto verso l’alto gli affitti, con incrementi che superano il 70 %.

Città dove i canoni sono rimasti stabili o bassi

Non tutti i centri urbani hanno subito rincari incontrollati. Alcuni capoluoghi del Centro, come Grosseto e Macerata, mantengono canoni entro i 10 € al metro quadro, consentendo a una famiglia di pagare meno di 600 € al mese per un appartamento di 60 m². Anche nel Sud, Enna e Ragusa mostrano variazioni contenute (3,4 % e 5,8 % rispettivamente), con canoni che rimangono intorno ai 300 € mensili.

Le realtà più economiche del Nord

Nel Nord, le città di Biella e Alessandria offrono affitti che oscillano tra i 7 e gli 8 € al metro quadro. In pratica, un’abitazione di 60 m² può essere locata per circa 430-450 € al mese, una cifra decisamente inferiore a quella richiesta da Milano (22,32 € al m²) o Firenze (21,75 € al m²).

Affitto rispetto al reddito medio: il quadro completo

Per valutare se un canone è realmente sostenibile, è necessario confrontarlo con il reddito medio delle famiglie residenti. In molte grandi città, il costo dell’abitare supera il 30 % del reddito, rendendo l’alloggio una voce di spesa dominante. Tuttavia, in province come Caltanissetta (4,5 € al m²) o in alcune località abruzzesi (circa 6 € al m²), la quota di reddito destinata all’affitto scende sotto il 20 %, garantendo una maggiore capacità di spesa per altre necessità.

Mentre il turismo continua a far lievitare i prezzi in molte aree, esistono ancora numerose opzioni per chi desidera vivere in Italia senza sacrificare una parte eccessiva del proprio stipendio. Analizzare attentamente i dati locali e tenere conto del rapporto tra canone e reddito rimane la strategia migliore per trovare una soluzione abitativa equilibrata.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.