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17 Giugno 2026

Differenze tra affitto ammobiliato e non ammobiliato a Parigi: guida completa

Scopri le differenze tra affitti ammobiliati e non ammobiliati a Parigi, dai mobili obbligatori alle condizioni contrattuali.

Differenze tra affitto ammobiliato e non ammobiliato a Parigi: guida completa

Affittare un appartamento a Parigi può essere un’impresa complessa, soprattutto quando si deve scegliere tra un alloggio ammobiliato e uno non ammobiliato. La differenza di prezzo può arrivare fino al 20% in più per gli appartamenti ammobiliati, ma quali sono i vantaggi e gli obblighi di ciascuna opzione?

In questa guida, esploreremo le caratteristiche principali di entrambi i tipi di affitto, aiutandoti a fare la scelta più adatta alle tue esigenze.

Cosa rende un appartamento ammobiliato?

Un appartamento ammobiliato è un alloggio che offre tutti i mobili necessari per vivere quotidianamente. Questo significa che l’inquilino può trasferirsi immediatamente, portando con sé solo i propri effetti personali. La legge francese richiede che ogni stanza sia arredata e che i mobili presenti non nuociano alla salute dell’inquilino.

Secondo il decreto n. -981 del 31 luglio, un appartamento può essere considerato ammobiliato solo se include almeno i seguenti elementi:

  • Biancheria da letto completa, inclusa trapunta o coperta;
  • Persiane o tende nella camera da letto;
  • Un tavolo con superficie sufficiente per mangiare;
  • Sedili;
  • Un forno a microonde o tradizionale;
  • Piastre di cottura;
  • Un frigorifero;
  • Un congelatore o freezer;
  • Utensili da cucina;
  • Stoviglie in quantità sufficiente;
  • Scaffali per riporre oggetti;
  • Apparecchi di illuminazione;
  • Attrezzature per la pulizia adeguate al tipo di pavimento.

Affitto non ammobiliato: cosa aspettarsi?

Un affitto non ammobiliatoo vuoto, non richiede al proprietario di fornire mobili o attrezzature. Tuttavia, è possibile trovare appartamenti con cucine attrezzate o alcuni mobili. L’alloggio sarà considerato non ammobiliato finché non soddisfa tutti i requisiti del decreto n. -981.

Differenze chiave tra affitto ammobiliato e non ammobiliato

Le principali differenze tra un affitto ammobiliato e uno non ammobiliato riguardano la durata del contrattoil deposito cauzionale e il termine di preavviso.

Durata del contratto

Per un immobile ammobiliato, la durata del contratto può variare. Un contratto di locazione classico richiede un minimo di un anno, mentre per gli studenti è di nove mesi. I contratti di locazione di mobilità, destinati a occupanti temporanei, possono durare da uno a dieci mesi e non sono rinnovabili.

Per un affitto non ammobiliato, la durata minima del contratto è di tre anni.

Deposito cauzionale

Il deposito cauzionale per un affitto ammobiliato può arrivare fino a due mesi di affitto, mentre per un affitto non ammobiliato è di un mese. Nei contratti di locazione mobiliata a mobilità limitata, non è previsto alcun deposito cauzionale.

Termine di preavviso

Il termine di preavviso per gli affitti ammobiliati è di tre mesi per il proprietario e di un mese per l’inquilino. Per un affitto non ammobiliato, il preavviso è di sei mesi per il proprietario e da uno a tre mesi per l’inquilino, a seconda del contratto.

Nei contratti di locazione temporanea, il proprietario non ha l’obbligo di dare preavviso, mentre l’inquilino deve rispettare un preavviso di almeno un mese.

Fiscalità: un altro aspetto da considerare

Per i proprietari, la scelta tra un affitto ammobiliato e uno non ammobiliato ha anche implicazioni fiscali. Gli affitti ammobiliati devono essere dichiarati nella categoria dei profitti industriali e commerciali (BIC)mentre gli affitti non ammobiliati nella categoria dei redditi fondiari.

Scegliere tra un affitto ammobiliato e uno non ammobiliato a Parigi dipende dalle tue esigenze e dalla tua situazione personale. Valuta attentamente i pro e i contro di ciascuna opzione prima di prendere una decisione.

Emanuele Negri
Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.