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29 Luglio 2026

Montedomini sotto accusa: affitti turistici e contratti opachi

Il Comitato Salviamo Firenze ha presentato un esposto in procura per presunte irregolarità negli affitti abitativi di Montedomini. Scopri i dettagli dello scandalo.

Montedomini sotto accusa: affitti turistici e contratti opachi

Il caso degli affitti brevi a Firenze si arricchisce di un nuovo capitolo. Questa volta al centro delle polemiche c’è l’Asp Montedomini, ente pubblico che gestisce immobili destinati a finalità sociali. Il Comitato Salviamo Firenze ha presentato un esposto in procura per presunte irregolarità negli affitti abitativi, sollevando dubbi sulla trasparenza delle procedure adottate.

L’ente, noto per le sue funzioni sociali come la gestione di Rsa, ha ceduto in locazione immobili a uso abitativo e non abitativo, tra cui alcuni destinati ad affitti brevi e bed and breakfast. L’obiettivo dichiarato era raccogliere fondi per le opere sociali, ma il Comitato ha riscontrato anomalie in 17 avvisi su 19 dal 2026 al 2026.

Le presunte irregolarità negli affitti abitativi

Il Comitato ha segnalato che, durante il mandato del precedente presidente Luigi Paccosi, gli avvisi di locazione erano tutti di tipologia A, dove il canone è stimato in base ai prezzi di mercato. Questo ha portato a un cambiamento nei criteri di assegnazione, passando dall’offerta ‘economicamente più vantaggiosa’ a quella ‘dell’offerta più alta’ attraverso offerte segrete.

Un altro punto critico riguarda la clausola che consente gli affitti brevi, inserita in un allegato e non esplicitamente nell’avviso o nel bando. Questo potrebbe aver comportato un danno erariale, secondo il Comitato, che chiede le dimissioni dell’attuale presidente Maurizio Frittelli, del predecessore Luigi Paccosi e dell’assessore comunale al welfare Nicola Paulesu.

Le difese dell’assessore Paulesu

L’assessore comunale al Welfare Nicola Paulesu ha difeso l’operato dell’Asp Montedomini, respingendo le accuse. ‘Basta con la campagna di fango contro la Asp Firenze Montedomini’, ha dichiarato, sottolineando che l’ente rappresenta ‘una delle realtà pubbliche più importanti della nostra città nel campo dell’assistenza agli anziani e alle persone più fragili’.

Paulesu ha però ammesso la necessità di aggiornare le regole che disciplinano la gestione degli immobili. ‘C’è bisogno di innovare gli strumenti regolatori per renderli coerenti con le grandi sfide che questa amministrazione comunale ha lanciato, prima in Italia, sul diritto all’abitare’, ha affermato, annunciando l’obiettivo di arrivare entro ottobre a ‘un regolamento tra i più innovativi d’Italia’ capace di valorizzare il patrimonio di Montedomini per finalità sociali e residenziali.

Le domande in sospeso

Tante sono le domande che rimangono senza risposta. Perché un ente pubblico che ha come finalità la gestione di case popolari e l’erogazione di servizi agli anziani ha permesso che appartamenti destinati alla residenza stabile finissero su Airbnb e Booking? Chi ha autorizzato quella clausola nei contratti che ha aperto la ‘porta’ agli affitti brevi stessi? E, ancora, come si concilia tutto ciò con la linea dura che proprio il Comune porta avanti da mesi contro le locazioni brevi in città?

Il regolamento che disciplina le locazioni degli immobili di Montedomini parla chiaro: gli appartamenti si affittano o come abitazioni, con le tutele e le durate ‘classicche’ delle locazioni oppure per usi diversi da quello abitativo, come negozi o uffici. Del turismo, degli affitti brevi, delle piattaforme online non c’è traccia. Eppure nel contratto firmato nel 2026 per i nove appartamenti di via Guelfa 83, assegnati con bando a Limehome, colosso degli affitti brevi, quella possibilità compare.

Il direttore generale a metterla nero su bianco. ‘…In considerazione dell’ ubicazione dell’immobile in zona di elevato interesse turistico…’, si legge nel contratto, il conduttore può destinare l’appartamento ‘ad uso turistico-ricettivo secondo tutte le modalità extralberghiere previste dalla vigente normativa’. Una facoltà che il regolamento aziendale non prevede in nessun punto, e che compare – questo il passaggio chiave – solo nell’atto finale, quello con cui l’immobile passa di mano.

Non basta. Lo stesso contratto definisce l’oggetto della locazione come ‘uso abitativo’ — la formula che dovrebbe garantire appunto tutele e stabilità a chi cerca casa, finalità principe dell’Asp. In pratica, i due articoli si contraddicono da soli: prima si concede l’appartamento come abitazione, poi lo si autorizza a diventare una casa vacanze.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.