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15 Settembre 2026

Affitti brevi: cosa cambia con il nuovo regolamento europeo

La Commissione europea propone nuove regole per gli affitti brevi, dando ai comuni poteri per limitare l'impatto sulle città sotto stress abitativo.

Affitti brevi: cosa cambia con il nuovo regolamento europeo

La Commissione europea ha presentato una nuova proposta di regolamento sugli affitti brevi che mira a fornire un quadro comune a livello europeo. Questo provvedimento, atteso da tempo, introduce strumenti per limitare l’impatto delle locazioni turistiche sulle città, soprattutto in quelle aree considerate sotto stress abitativo.

Il commissario europeo per la Casa, Dan Jorgensen, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa per garantire l’accessibilità delle case a prezzi accessibili, un problema che affligge molti cittadini europei.

Criteri per identificare le aree sotto stress abitativo

Il regolamento fissa un rapporto di otto tra redditi e prezzi medi di compravendita come elemento chiave per verificare se un’area è sottoposta a stress abitativo eccessivo. Altri parametri considerati sono la crescita storica di questo rapporto nell’arco dei dieci anni passati e la possibilità che questa tendenza si interrompa nei tre anni successivi. Una novità nel testo finale è che se questo parametro supera il limite di dieci, questo è sufficiente da solo a giustificare i vincoli.

Strumenti a disposizione dei comuni

Nelle zone ad alto stress abitativo, i comuni potranno adottare diverse misure per limitare gli affitti brevi. Tra queste, ci sono i divieti di avviare nuove attività di locazione breve, limiti al numero di notti vendibili ogni anno, e tetti al numero di immobili affittabili per quartiere o per edificio. Inoltre, potrebbe essere fissato un tetto al numero di notti vendibili ogni anno.

Tra le misure più contestate a livello politico, c’è anche la possibilità di limitare l’uso o l’acquisto di immobili in locazione breve. L’obiettivo è garantire un mix di funzioni in tutte le aree delle città, evitando che interi quartieri diventino esclusivamente destinati al turismo.

Standard minimi e carico fiscale

Molti comuni hanno già introdotto caratteristiche minime che gli immobili in affitto breve devono avere. Questi standard includono limiti minimi di superficie, caratteristiche di abitabilità, e standard di sicurezza come la presenza di dispositivi antincendio. Inoltre, molte amministrazioni hanno intrapreso la strada di un aggravio del carico fiscale, con manovre sulla tassa sui rifiuti e sull’imposta di soggiorno.

La tendenza in molte città è classificare gli appartamenti dedicati agli affitti brevi come strutture non domestiche, assimilate ad alberghi senza ristorante. Questo si traduce in una tassa sui rifiuti molto più salata per i proprietari di queste unità abitative.

L’obiettivo della manovra della Commissione è dare certezza normativa alle amministrazioni che scelgono di adottare limitazioni all’interno delle regole del mercato unico europeo. Finora, infatti, in tutte le città italiane ed europee che hanno adottato queste misure sono scattati ricorsi e contestazioni. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: «Un anno fa ho promesso di affrontare la questione dell’accessibilità delle case. Oggi, facciamo un passo in questa direzione, portando maggiore chiarezza e supporto alle amministrazioni locali.

Questo passaggio non conclude l’iter del regolamento. La proposta della Commissione europea dovrà passare al vaglio del Parlamento e del Consiglio, prima di arrivare a un testo definitivo. Il provvedimento, una volta licenziato, sarà direttamente applicabile nei paesi membri.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.