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20 Agosto 2026

Aumento affitti agosto 2026: come funziona l’aggiornamento Istat e i prezzi nelle città

Da agosto 2026 alcuni affitti potrebbero aumentare grazie all'adeguamento Istat. Scopri come funziona e quali sono le città con i rialzi più significativi.

Aumento affitti agosto 2026: come funziona l'aggiornamento Istat e i prezzi nelle città

Da agosto 2026, alcuni inquilini potrebbero vedere un aumento del proprio canone d’affitto. Questo rialzo è legato all’adeguamento Istat un meccanismo che collega i prezzi degli affitti all’indice dei prezzi al consumo.

Non tutti i contratti sono interessati da questa variazione, e l’entità dell’aumento dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di contratto e la presenza di specifiche clausole.

Come funziona l’adeguamento Istat

L’indice Foi pubblicato mensilmente dall’Istat è il parametro utilizzato per adeguare i canoni d’affitto al costo della vita. A luglio 2026, l’indice ha registrato un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 2,8% su base annua.

Da agosto 2026, i contratti che prevedono l’aggiornamento annuale del canone terranno conto di questo indice. La variazione percentuale da considerare è quindi del 2,8%.

Tipologie di contratto e percentuali di aggiornamento

L’entità dell’aumento varia a seconda del tipo di contratto:

  • Contratti a canone libero l’incremento può arrivare fino al 2,8%. Ad esempio, un affitto di 1.000 euro potrebbe aumentare di 28 euro.
  • Contratti a canone concordato l’aumento è ridotto al 2,1% (75% del 2,8%). In questo caso, un affitto di 1.000 euro potrebbe aumentare di 21 euro.

Le città con i rialzi più significativi

Non tutte le città italiane registrano gli stessi aumenti. Secondo i dati disponibili, alcune località hanno visto rialzi più marcati rispetto ad altre.

Tra le città con i rialzi più significativi troviamo Pesaro (+8,1%), Massa (+7,6%), Trieste (+6,1%) e Messina (+5,4%). Anche Roma ha registrato un aumento del 4,2% raggiungendo una media di 19,6 euro/m².

Al contrario, Bari e Venezia hanno visto un calo rispettivamente dell’1% e dello 0,6%.

Latina: il caso di studio

Nel capoluogo pontino, i prezzi degli affitti hanno raggiunto una media di 10,4 euro/m² con un aumento dello 0,7% rispetto a giugno e del 3,7% su base annua. Nonostante questo rialzo, i prezzi restano al di sotto della media nazionale.

Anche a livello provinciale, Latina ha registrato un lieve rialzo dello 0,5% rispetto a giugno, con un aumento del 3,8% su base annua. I prezzi si sono stabilizzati sugli 11,1 euro/m².

L’adeguamento Istat non scatta automaticamente per tutti i contratti. Affinché il proprietario possa chiedere la rivalutazione, il contratto deve contenere una specifica clausola di aggiornamento del canone.

Inoltre, l’aumento non può essere applicato in modo indistinto a ogni locazione. La rivalutazione deve trovare fondamento nelle condizioni contrattuali sottoscritte dalle parti.

Per i contratti assoggettati a cedolare secca il proprietario ha scelto un regime fiscale sostitutivo che impedisce l’applicazione dell’aggiornamento del canone.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.