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15 Luglio 2026

Perché in Spagna conviene comprare casa invece di affittare

In Spagna, il 71% dei cittadini ritiene che pagare un mutuo sia più conveniente che affittare. Scopri le ragioni di questa scelta e come sta influenzando il mercato immobiliare.

Perché in Spagna conviene comprare casa invece di affittare

Il mercato immobiliare spagnolo sta vivendo una trasformazione significativa. Con i prezzi degli affitti che continuano a salire, sempre più cittadini preferiscono l’acquisto di una casa piuttosto che l’affitto. Questo cambiamento di mentalità è evidenziato da un recente rapporto che rivela come il 71% degli spagnoli ritenga economicamente più vantaggioso pagare un mutuo piuttosto che un affitto.

Questa tendenza non è solo una questione di preferenze personali, ma una risposta a un contesto economico sempre più sfavorevole per gli affittuari. La percezione che la proprietà sia un investimento sicuro e un rifugio contro l’instabilità del mercato degli affitti è diventata sempre più radicata nella società spagnola.

La proprietà come rifugio finanziario

Secondo il rapporto, la preferenza per l’acquisto di una casa non è solo una questione culturale, ma una necessità finanziaria. Nonostante le difficoltà legate alla mancanza di risparmi e ai prezzi elevati delle case, molti spagnoli vedono nel mutuo un’opzione più conveniente rispetto agli affitti in continua crescita.

María Matos, direttrice di Studi e portavoce di Fotocasa, spiega che questa percezione riflette il forte squilibrio del mercato delle locazioni. Il 68% degli intervistati ritiene che comprare una casa sia un buon investimento, e il 68% crede che il sentimento di possedere una casa sia molto radicato nella società spagnola, anche se questa convinzione ha perso leggermente forza rispetto all’anno precedente.

Inoltre, il 59% dei privati ritiene che un’abitazione sia la migliore eredità che si possa lasciare ai figli, un indicatore che, sebbene in leggero calo rispetto all’anno precedente, rimane significativo.

La paura di una nuova bolla immobiliare

Tuttavia, questa preferenza per l’acquisto non è priva di preoccupazioni. La rapidità con cui aumentano sia i prezzi di vendita sia quelli degli affitti ha riattivato gli allarmi tra i cittadini. Il 56% degli intervistati teme che il mercato si stia dirigendo verso una nuova bolla immobiliare, un aumento di due punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Sul versante culturale, la percezione dell’affitto rimane negativa. La metà dei privati attivi continua a ritenere che vivere in affitto sia ‘buttare via i soldi’, la stessa percentuale dell’anno scorso.

La Ley de Vivienda e il contesto macroeconomico

Il rapporto evidenzia anche la bocciatura generalizzata da parte dei cittadini dell’attuale normativa. La valutazione della Ley de Vivienda rimane saldamente in territorio negativo, con solo il 28% degli intervistati che la approva e un punteggio medio di 4,7 su 10.

È fondamentale contestualizzare questa fotografia del mercato. Le risposte dei cittadini riflettono l’impatto del biennio 2026-2026, caratterizzato da una progressiva riduzione dei tassi di interesse che ha reso i mutui più economici, accompagnata da un parallelo aumento del costo degli affitti.

Il recente aumento dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea (BCE) lo scorso mese di giugno aggiunge una nuova variabile di incertezza. L’impatto di questo irrigidimento del credito ipotecario sulla percezione di convenienza dei cittadini dovrà essere analizzato nei prossimi rapporti sul settore.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.