Il costo degli affitti a Trieste sta diventando insostenibile per molti residenti, soprattutto per i giovani. Secondo recenti studi, il 5,1% delle persone a livello nazionale sta affrontando una situazione di sovraccarico abitativo ovvero spende più del 40% del proprio reddito per la casa. A Trieste, tra il 2019 e il 2026, gli affitti sono aumentati di quasi il triplo rispetto alle retribuzioni, arrivando a incidere per il 39% sulla busta paga.
Il fenomeno è legato al boom turistico che ha trasformato la città, rendendola una meta sempre più gettonata. Tuttavia, questa crescita ha un lato oscuro: la preferenza per gli affitti brevi sta riducendo la disponibilità di alloggi per i residenti.
Il ruolo del turismo e le preferenze dei proprietari
Renato Kneipp, Segretario provinciale di Trieste del sindacato degli inquilini SUNIA, spiega che “Trieste è una città che sta da un lato fruendo del boom del turismo, dall’altro questo sta riducendo il numero degli alloggi che potrebbero essere dati in affitti lunghi. Oggi, in prevalenza da parte dei proprietari, c’è la preferenza a preferire la forma dell’affitto breve, turistico, che dal punto di vista economico da maggiori garanzie.”
Filippo Avanzini, presidente della Federazione degli agenti immobiliari (FIAIP) di Trieste, conferma questa tendenza. Secondo Avanzini, la recente norma nazionale contenuta nel Piano casa, che rende più facili gli sfratti per morosità, potrebbe aumentare la fiducia dei proprietari e, Inoltre, l’immissione sul mercato di molti immobili pubblici oggi inutilizzati in quartieri periferici potrebbe alleviare la pressione sul mercato degli affitti.
Le proposte per affrontare la crisi
Il sindacato degli inquilini ha avanzato una proposta concreta per affrontare la crisi degli affitti: l’istituzione di un’Agenzia sociale per l’affitto. Questa agenzia avrebbe il compito di garantire in caso di morosità e di danni provocati dagli inquilini negli alloggi. “Stiamo proponendo – spiega Kneipp – al comune di Trieste di attivare l’Agenzia sociale per l’affitto che dovrebbe in qualche modo garantire in caso di morosità e anche in caso di danni provocati dall’inquilino nell’alloggio.”
Nel frattempo, il mercato degli affitti transitori continua a crescere, con Trieste che registra un aumento del 29% nei canoni di locazione. Milano rimane la città più cara per questa tipologia di affitti, con un prezzo medio di 25 euro al metro quadro. Tuttavia, il mercato mostra i primi segnali di rallentamento, con un incremento medio di appena l’1% negli ultimi dodici mesi.
Le città con i prezzi più alti e più bassi
Secondo un’analisi di, Milano è seguita da Bologna (24,2 euro/mq), Firenze (23,3 euro/mq) e Roma (21,9 euro/mq). All’estremo opposto della classifica si trovano le città del Sud: Palermo (12,1 euro/mq), Catania (11,1 euro/mq) e Messina (9,6 euro/mq). Il prezzo medio nazionale degli affitti transitori è di 18,2 euro al metro quadro.
La situazione a Trieste riflette una tendenza più ampia che sta interessando molte città italiane, dove il turismo sta cambiando il panorama degli affitti. La sfida ora è trovare un equilibrio tra le esigenze dei residenti e le opportunità offerte dal turismo.



