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11 Luglio 2026

Crescita esponenziale degli affitti in Italia: dati e impatti sul tessuto sociale

Tra il 2018 e il 2026, gli affitti in Italia sono aumentati del 22,6% in media, con picchi del 44,2% a Firenze. Scopri quali sono le città più colpite e le conseguenze sociali di questa emergenza abitativa.

Crescita esponenziale degli affitti in Italia: dati e impatti sul tessuto sociale

Il mercato degli affitti in Italia sta vivendo una trasformazione radicale, con aumenti dei canoni che stanno mettendo a dura prova le famiglie, soprattutto quelle con redditi medio-bassi. Tra il 2018 e il 2026, i costi di locazione sono cresciuti in media del 22,6% con punte che superano il 40% in alcune città. Questo fenomeno non riguarda solo i grandi centri urbani, ma si estende a capoluoghi di media e piccola dimensione, segnalando una pressione diffusa sugli affitti in tutto il Paese.

Le città con gli aumenti più elevati

La mappa nazionale degli affitti rivela una situazione eterogenea, con alcune città che hanno registrato incrementi particolarmente elevati. Tra i capoluoghi più colpiti troviamo Firenze con un aumento del 44,2% seguita da Aosta al 42% e Gorizia al 41,1%. Anche città come Bologna (+34,1%), Modena (+31,3%) e Matera (+33,5%) hanno visto crescite significative. Milano, con un incremento del 41,1% si colloca tra le città con la crescita più alta, mentre Roma, con un aumento del 22,9% è in linea con la media nazionale.

Le categorie più vulnerabili

L’aumento degli affitti sta colpendo in modo particolare alcune categorie della popolazione. Le persone sole, soprattutto gli under 65 sono le più esposte, con un’incidenza del 19,9%. Anche i nuclei monogenitoriali e le famiglie con capofamiglia sotto i 35 anni risultano particolarmente vulnerabili. In totale, oltre 1,5 milioni di famiglie in Italia vivono una condizione di sovraccarico abitativo, con il 5,1% della popolazione che fatica a trovare un alloggio adeguato a costi sostenibili.

Affitto vs. acquisto: un divario in crescita

Negli ultimi dieci anni, vivere in locazione è diventato progressivamente più oneroso rispetto al possesso dell’abitazione. Dal 2014, la forbice tra il peso del canone di affitto e quello della rata del mutuo si è allargata: oggi la locazione assorbe mediamente il 21% del reddito familiare, mentre il mutuo pesa per il 14%. Questo divario fotografa l’evoluzione del mercato immobiliare italiano e rende relativamente più conveniente acquistare una casa, naturalmente per chi riesce ad accedere al credito bancario.

Le cause dell’emergenza abitativa

Le cause dell’aumento degli affitti sono molteplici e interconnesse. Tra i fattori principali troviamo l’aumento della domanda nei grandi comuni, la crescita degli affitti turistici a breve termine la mancanza di politiche abitative efficaci le speculazioni immobiliari e i salari che non tengono il passo con il costo della vita. Questi elementi hanno contribuito a creare un mercato immobiliare sempre più inaccessibile, trasformando l’abitare in un problema sociale di primo piano.

Per affrontare questa emergenza, alcuni Paesi europei stanno sperimentando modelli innovativi, come tetti agli affitti, incentivi per l’housing sociale rigenerazione urbana di edifici inutilizzati, co-living e abitazioni condivise, e una maggiore regolamentazione degli affitti brevi. Queste soluzioni potrebbero essere adattate anche al contesto italiano, dove l’emergenza abitativa rappresenta una sfida collettiva che richiede interventi concreti e mirati.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.