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6 Ottobre 2026

Overtourism a Roma: oltre 40mila affitti brevi minacciano la vita urbana

Scopri perché gli affitti brevi a Roma stanno trasformando la città, le tensioni tra istituzioni e le conseguenze per i residenti.

Overtourism a Roma: oltre 40mila affitti brevi minacciano la vita urbana

Negli ultimi anni la capitale si è trovata al centro di un vero e proprio overtourism. Stime recenti indicano la presenza di oltre 40.000 unità destinate a alloggi extra-alberghieri di cui quasi 33.000 si concentrano nel cuore storico e nel quartiere Prati. Il fenomeno non è limitato a case di proprietà privata messe a disposizione di amici o parenti: la maggior parte dei soggetti coinvolti è gestita da property manager specializzati, spesso operanti al di fuori del controllo amministrativo.

Roma: il balzo incontrollato degli affitti brevi

Le norme vigenti consentono a un immobile di essere classificato come struttura per affitti brevi solo se dispone di sei camere o meno. Tuttavia, numerosi proprietari hanno superato di gran lunga questo limite, creando agglomerati di appartamenti, stanze e case vacanza che non possono più essere considerati semplici locazioni turistiche. Secondo le stime del presidente di Federalberghi Roma, questi soggetti vengono comunemente definiti “hotel fantasma” perché operano in maniera anonima e sfuggono sia alla fiscalità sia ai controlli edilizi.

Hotel fantasma: la realtà sommersa

Il termine indica gruppi di unità abitative affittate per pochi giorni, che superano le sei camere previste per legge e che, In molti casi, le strutture sono gestite da società di gestione immobiliare che non forniscono alcuna dichiarazione di destinazione d’uso, facendo sì che la vera entità del fenomeno rimanga nascosta alle autorità.

Norme in conflitto: dal Comune alla UE

L’assessora alle Attività produttive del Comune, Valeria Baglio, ha sottolineato l’impossibilità di far fronte allo spopolamento del centro senza un quadro normativo più rigido. La mancanza di autonomia comunale impedisce l’adozione di regole più severe, mentre il governo nazionale non recepisce ancora il regolamento europeo che, in altri Stati, ha posto limiti più stringenti agli affitti brevi. La regione Lazio, a differenza della Toscana, non ha introdotto restrizioni specifiche, lasciando il Comune senza strumenti efficaci per arginare la proliferazione delle case vacanza.

Effetti sulla vita quotidiana: nascite in calo e attività chiuse

Le conseguenze non si limitano al mercato immobiliare. Nel Municipio I, dove si concentra gran parte del centro storico, il numero di bambini tra 0 e 11 anni è in costante diminuzione, con un rapporto medio di 9,2 anziani per ogni nuovo nato. L’aumento dei prezzi degli immobili, spinto dalla domanda turistica, rende impossibile per le famiglie locali acquistare o affittare una casa. Il risultato è la chiusura di numerosi negozi di vicinato, minimarket e botteghe del souvenir, alimentata anche dalla delibera 109/2023 che vieta l’apertura di nuove attività di vendita di alimentari nel perimetro del sito UNESCO.

Milano e Bologna: il caso si replica altrove

Il fenomeno non è esclusivo di Roma. A Milano, le agenzie internazionali hanno acquistato blocchi di appartamenti trasformandoli in case vacanza di lusso che spingono i prezzi oltre la soglia accessibile ai residenti. In Bologna, gli arrivi turistici sono cresciuti da 1,1 a 1,84 milioni tra il 2014 e il 2024, con una quasi triplicazione delle notti prenotate su piattaforme digitali. Anche qui, gli affitti brevi hanno contribuito a una pressione sul mercato abitativo locale, favorendo la chiusura di negozi tradizionali a favore di esercizi rivolti esclusivamente ai visitatori.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.