Negli ultimi anni la crescita incontrollata dei affitti brevi ha iniziato a incidere seriamente sui quartieri periferici di Roma, dove il mercato immobiliare era già sotto pressione. Giovani professionisti, famiglie e studenti vedono aumentare i prezzi di vendita e di affitto, mentre le offerte di case tradizionali scompaiono in pochi giorni. Questa dinamica è evidente anche nella zona di Montesacro e Centocelle, dove la presenza di numerosi B&B sta trasformando gli edifici residenziali in strutture turistiche.
Allo stesso tempo, le amministrazioni locali stanno sperimentando misure drastiche per contenere il fenomeno. Un esempio emblematico è il condominio di via Fondazza, nel centro storico di Bologna, che ha inserito nel proprio regolamento condominiale una clausola che proibisce locazioni inferiori a 30 giorni, mirando a proteggere la qualità della vita dei residenti.
Il percorso di Filippo Marzulli: un giovane costretto a cercare nella periferia
Filippo Marzulli, 28 anni, impiegato, cerca casa dal 2024. Dopo più di un anno e mezzo di ricerche ha visitato circa un centinaio di appartamenti spostandosi tra Montesacro, Talenti, Tiburtina, Casal Bruciato, Casal Bertone, Conca d’Oro, Nuovo Salario e Tufello. Ogni visita termina con la constatazione che il prezzo medio per un monolocale o bilocale supera i 5-6 mila euro al metro quadrato senza includere eventuali lavori di ristrutturazione o problemi condominiali.
Le alternative più lontane non risolvono il problema
Filippo ha ampliato la ricerca fino a Casal Monastero e Torresina, dove è possibile trovare un immobile di 90 m² a oltre 300 mila euro. Tuttavia, il maggior costo di spostamento, il tempo perso in traffico e le spese di carburante annullano i risparmi sull’abitazione.
Bologna si difende: il regolamento anti-B&B di via Fondazza
Il piccolo condominio situato nella storica via Fondazza, dove fu oltre quarant’anni la dimora di Giorgio Morandi, ha approvato all’unanimità una clausola che dichiara le unità “destinate a uso di abitazione civile” e vieta l’uso per bed & breakfast o locazioni inferiori a trenta giorni. La clausola è stata formalizzata dal notaio, che ha certificato la data di entrata in vigore, garantendo che il vincolo sia trasmesso a eventuali futuri acquirenti al momento del rogito.
Impatto economico dei brevi periodi di locazione
Secondo i dati raccolti su piattaforme come Airbnb, nel centro storico di Bologna sono disponibili più di quattromila unità per affitti brevi, con una tariffa media di 187 euro a notte. Ciò genera un incasso annuale medio di oltre 13 mila euro per appartamento, spingendo molti proprietari a convertire la loro casa in una fonte di reddito turistico. Questo fenomeno ha causato un aumento costante degli affitti per residenti** e ha ridotto il numero di famiglie disposte a vivere stabile in zona.
Trend nazionale: l’iperturismo mette sotto pressione il mercato immobiliare
Il fenomeno non è limitato a Roma e Bologna. In molte città italiane, la proliferazione dei B&B sta contribuendo a un “surplus di alloggi turistici” che sottrae immobili al mercato residenziale tradizionale. Le conseguenze sono evidenti: i tempi di vendita si accorciano drasticamente, le case ben tenute con prezzo inferiore a 280 mila euro scompaiono entro 24 ore, e i potenziali acquirenti sono costretti a ricorrere alle famiglie o a soluzioni condivise.
Le autorità comunali stanno valutando interventi più incisivi, dal rafforzamento delle normative sugli affitti brevi alla creazione di servitù condominiali che obblighino i proprietari a non affittare a turisti. Tuttavia, le soluzioni richiedono tempo e risorse, mentre la pressione sui residenti continua a crescere, alimentando un clima di frustrazione e di percepita insostenibilità del mercato abitativo.



