Negli ultimi dodici mesi il segmento delle locazioni a breve termine ha registrato una crescita vertiginosa a livello nazionale. Secondo un’analisi condotta su un campione di oltre un centinaio di capoluoghi, l’offerta di affitti transitori è aumentata del 41,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnando un forte segnale di cambiamento nelle esigenze abitative degli italiani.
Questa tendenza interessa sia i proprietari, che trovano una nuova fonte di reddito più flessibile, sia gli inquilini, soprattutto giovani professionisti, studenti e lavoratori temporanei che prediligono soluzioni contrattuali di durata limitata. Parallelamente, anche gli affitti a lungo termine hanno mostrato segni di ripresa, seppur a un ritmo più contenuto.
Crescita complessiva degli affitti transitori in Italia
Il dato centrale di questo periodo è l’incremento nazionale del 41,6% dell’offerta di locazioni transitorie. Il rapporto, elaborato da idealista/data, combina informazioni provenienti dal proprio database con altre fonti pubbliche e private, garantendo una panoramica ampia e attendibile del mercato. Il salto percentuale evidenzia non solo un maggior numero di annunci, ma anche una crescente fiducia dei proprietari nella formula contrattuale prevista dalla legge 431/1998.
Come sono stati raccolti i dati
Idealista/data ha monitorato 110 capoluoghi, registrando le variazioni trimestrali e annue sia per le locazioni brevi sia per quelle tradizionali. Ogni annuncio è stato classificato in base alla tipologia contrattuale, alla durata prevista e alla zona geografica, consentendo di individuare con precisione dove il fenomeno è più marcato.
Le città che guidano il boom dei contratti brevi
Tra i grandi centri urbani, Torino spicca con un +102,1% di crescita, seguita da Roma (+79,0%), Firenze (+71,3%) e Milano (+46,2%). Anche Napoli (+39,7%) e Bologna (+37,9%) registrano incrementi notevoli. Nei mercati di media dimensione, Trieste ha quasi raddoppiato l’offerta (+245,3%), mentre Cagliari (+113,0%) e Udine (+111,5%) hanno superato il raddoppio.
Il caso più spettacolare è Crotone dove l’offerta di affitti transitori è aumentata del 123,1% in un anno, portando la quota di queste locazioni al 45,3% del totale, ben al di sopra della media nazionale del 31,4%. Altri esempi di crescita estrema provengono da Belluno e Lodi entrambe con un +200%, fenomeno dovuto a una base di partenza molto ridotta.
Non tutti i contesti registrano invece tenere. I mercati di Vercelli (-70%), Carbonia (-66,7%), Imperia e Bolzano (-50% ciascuna) hanno visto una drastica riduzione dell’offerta di locazioni brevi, segno di un possibile riallenamento o di dinamiche locali particolari.
Affitti a lungo termine: crescita più contenuta ma costante
A livello nazionale, lo stock di affitti a lungo termine è cresciuto del 10,5% su base annua e dell’8,2% rispetto al trimestre precedente. Milano registra il più forte balzo trimestrale (+16,4%), seguita da Torino (+13,1%), Roma (+11,9%) e Napoli (+11,0%). Anche Firenze (+9,9%), Bologna (+8,7%) e Genova (+4,0%) mostrano incrementi solidi, mentre Venezia resta sostanzialmente stabile.
Tra le città di dimensioni medie, Urbino (+58,3%), Rimini (+50,6%) e Udine (+48,5%) hanno sperimentato una notevole espansione del mercato tradizionale. Al contrario, le riduzioni più marcate si osservano in alcune realtà del Sud e in quelle costiere: Carbonia (-33,3%), Sondrio (-24,3%), Rieti (-22,5%) e La Spezia (-22,5%).
Roma: quasi il 40% di offerta transitoria
La capitale si conferma una delle mete più attive per le locazioni brevi: nel secondo trimestre del 2026 l’offerta di affitti transitori è cresciuta del 79% rispetto all’anno precedente, portando la loro quota al 38,7% del totale. Questi dati evidenziano come quasi quattro immobili su dieci siano destinati a contratti di durata limitata, una dinamica alimentata da studenti, professionisti in trasferta e lavoratori temporanei.
Crotone: il caso più accentuato
Il capoluogo calabrese rimane al sesto posto nella classifica delle città con la più alta incidenza di locazioni brevi. Con il 45,3% dell’offerta riservata a contratti transitori, Crotone supera di gran lunga la media nazionale e registra l’incremento più alto (+123,1%) nell’ultimo anno, segnale di un mercato che sta rapidamente orientandosi verso la flessibilità abitativa.
Che cos’è il contratto di locazione transitorio
Il contratto di locazione transitorio è disciplinato dalla legge 431/1998 e consente di affittare un’abitazione per un periodo compreso tra un minimo di un mese e un massimo di diciotto mesi, esclusi casi di turismo. È pensato per soddisfare esigenze temporanee non legate al turismo, come quelle degli studenti o dei lavoratori impegnati in missioni a breve termine. Quando la durata supera i 30 giorni, il contratto deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate, garantendo così la tutela sia del locatore sia del conduttore.
Il panorama delineato dai dati indica un mercato immobiliare sempre più frammentato, in cui la componente dei contratti brevi assume un peso crescente, senza però far scomparire la domanda di affitti a lungo termine. Proprietari e investitori stanno quindi dovendo bilanciare le proprie strategie, valutando attentamente la domanda locale e le opportunità offerte dalla flessibilità contrattuale.



