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11 Ottobre 2026

Crescita record di arrivi e presenze nelle località pugliesi

Ostuni registra il più forte balzo di turisti dell’anno, mentre gli affitti brevi spopolano in tutta la provincia.

Crescita record di arrivi e presenze nelle località pugliesi

Nel primo trimestre del 2026 la provincia di Brindisi ha mostrato segnali di ripresa turistica, con un incremento complessivo dei flussi di visita rispetto allo stesso periodo del 2025. I dati provengono dall’Osservatorio di PugliaPromozione e coprono sia le arrivi che le presenze nei primi sette mesi dell’anno.

Crescita degli arrivi e delle presenze: Ostuni al comando

Ostuni ha registrato 152.872 arrivi, un aumento del 12,78 % rispetto all’anno precedente, e le presenze sono passate da 465.894 a 645.876, con un balzo del 39 %. Questo salto è stato favorito dall’inserimento delle case vacanza del centro storico nei registri regionali, che ha permesso di contabilizzare una quota prima non considerata. Fasano ha seguito, con 129.589 arrivi (+2 %) e 639.738 presenze (+5 %). Anche Brindisi ha segnato un rialzo importante: 76.615 arrivi (+8 %) e 213.500 presenze (+25 %). Altri comuni dell’entroterra, come Cisternino (+16 % presenze) e Ceglie Messapica (+9 % arrivi), hanno contribuito al trend positivo.

Le località in contrazione

Al contempo, alcune mete tradizionalmente affluenti hanno subito cali. Mesagne è scesa a 11.313 arrivi (-11 %) e 34.601 presenze (-6 %). Villa Castelli ha registrato un forte decremento del 23,5 % negli arrivi e del 22,6 % nelle presenze. Anche San Pancrazio Salentino e Erchie hanno subito notevoli riduzioni, rispettivamente del 54 % e del 46 % negli arrivi.

Il ruolo dell’extra-alberghiero e delle case vacanza

Il segmento extra-alberghiero ha guidato la crescita provinciale, con 140.000 arrivi (+13 000 rispetto al 2025) e 546.000 presenze, quasi stazionarie in termini di notti medie. Il boom proviene soprattutto dagli affitti brevi gestiti da host che offrono interi appartamenti: sono quasi 50.000 gli annunci registrati in Puglia, con l’81 % riferito a unità intere e il 55,7 % disponibile per più di sei mesi l’anno.

Dati sugli affitti brevi nella regione

Secondo le statistiche di Inside Airbnb, Bari conta 3.989 annunci, mentre Ostuni ne registra 2.777, posizionandole entrambe tra le prime venti città italiane per numero di offerte su Airbnb. La maggior parte degli host (69,9 %) gestisce più di un alloggio, dimostrando una vera dimensione imprenditoriale del mercato. Tuttavia, il 17,8 % degli annunci non riporta il codice identificativo nazionale (CIN), e la presenza di dispositivi di sicurezza è insufficiente: solo il 55,6 % dichiara l’estintore, il 39,9 % il kit di primo soccorso e il 33,1 % il rilevatore di fumo.

Regolamentazione e sfide per il territorio

Le autorità locali stanno intensificando i controlli per garantire che gli affitti brevi rispettino la normativa, soprattutto nelle zone più turistiche come Bari Vecchia o il centro storico di Ostuni. L’obiettivo è evitare che la conversione di abitazioni residenziali in strutture ricettive provochi crisi abitativa e inflazione dei prezzi di mercato. La discussione è aperta su come bilanciare l’iniziativa imprenditoriale con la tutela dei residenti e la sicurezza dei visitatori.

Tuttavia, la sfida sarà mantenere una crescita sostenibile, regolamentare adeguatamente il mercato degli affitti brevi e preservare la qualità dell’offerta per i turisti.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.