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25 Agosto 2026

Il gruppo americano punta sul patrimonio immobiliare dello stabilimento pugliese

Flacks Group, inizialmente interessato all'acquisizione dell'acciaieria ex Ilva di Taranto, ha deciso di concentrarsi sul patrimonio immobiliare dello stabilimento.

Il gruppo americano punta sul patrimonio immobiliare dello stabilimento pugliese

In un contesto di continua evoluzione, il gruppo americano Flacks ha deciso di cambiare rotta riguardo al futuro dell’ex Ilva di Taranto. Dopo aver valutato l’acquisizione delle attività siderurgiche, il gruppo ha scelto di concentrarsi esclusivamente sul patrimonio immobiliare dello stabilimento ionico.

Questa decisione arriva dopo mesi di trattative e cambiamenti nello scenario industriale. Inizialmente, Flacks era stato identificato come possibile acquirente dell’acciaieria in amministrazione straordinaria. Tuttavia, l’ingresso di altri attori, come il gruppo indiano Jindal e una cordata italiana, ha portato a una ridefinizione degli interessi.

La nuova strategia di Flacks

Secondo quanto riportato, i commissari straordinari avevano richiesto garanzie finanziarie che non sono state fornite. Questo ha portato Flacks a modificare i propri programmi, puntando esclusivamente sugli immobili presenti a Taranto.

Michael Flacks imprenditore del gruppo, ha dichiarato che l’interesse riguarda solo il capoluogo pugliese e che la società è pronta a occuparsi delle eventuali bonifiche e dello sviluppo commerciale delle aree interessate. Ha inoltre escluso qualsiasi partecipazione alla prossima procedura per le attività siderurgiche.

La nuova strategia avrà conseguenze anche sul fronte occupazionale. Flacks ha precisato che la sua offerta non includerà l’assorbimento di alcun dipendente. Il gruppo gestisce attualmente un portafoglio immobiliare superiore a 5 miliardi di dollari, concentrandosi su immobili commerciali e industriali dismessi o con difficoltà finanziarie.

Il futuro dell’ex Ilva

La questione si inserisce in una fase delicata per il futuro delle aree dell’ex Ilva. Gli spazi immobiliari non più funzionali alle attività siderurgiche, per una superficie di circa 170 ettari, sono attualmente al centro di un tavolo di coordinamento istituzionale.

Un altro punto critico è il futuro dell’area a caldo che è stata messa fuori gioco dal Tribunale di Milano. Questa parte dello stabilimento, che comprende altiforni e cokerie, non rientrerebbe nell’eventuale offerta della cordata italiana interessata all’area a freddo.

La cordata italiana

Nel frattempo, una cordata italiana formata da 14 aziende del settore siderurgico ha presentato una manifestazione di interesse per l’acquisto degli stabilimenti dell’ex Ilva, esclusa l’area a caldo di Taranto. Tra le aziende coinvolte ci sono nomi importanti come ArvediMarcegagliaFeralpi e Beltrame.

Questa manifestazione d’interesse riguarda tutti gli stabilimenti dell’ex Ilva, tranne l’area a caldo di Taranto. Le aziende italiane sono interessate a tutto ciò che viene a valle delle bramme, compresi i laminatoi a caldo, ma non agli altiforni e alle acciaierie a colata continua.

La situazione è complessa e richiede un’attenta gestione delle risorse e delle responsabilità. La chiusura dell’area a caldo lascerebbe senza lavoro migliaia di operai, rendendo ancora più urgente la ricerca di soluzioni sostenibili per il futuro dello stabilimento.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.