Nel mese di agosto 2026 i dati raccolti dagli operatori del settore mostrano un balzo del 19,9% negli annunci su Airbnb presenti in Alto Adige. Con 9.351 strutture attive, la regione supera di gran lunga la media nazionale, che si attesta intorno al 7,2%. Questo incremento quasi triplo rispetto al resto d’Italia evidenzia una tendenza che va ben oltre la semplice condivisione di apposite stanze.
Il fenomeno non è distribuito uniformemente sul territorio: le municipalità con il maggior numero di inserzioni sono Merano (505), Bolzano (340), Castelrotto (339), Badia (279) e Bressanone (261). In queste aree, gli alloggi rimangono disponibili per più di sei mesi l’anno, indicando una utilizzazione continua da parte dei turisti.
Professionalizzazione del mercato degli affitti brevi
Una delle caratteristiche più evidenti è la crescente professionalizzazione degli operatori. L’88,2% delle proposte riguarda intere proprietà, mentre il 87,8% degli annunci è gestito da soggetti che hanno a disposizione più strutture. In pratica, quasi nove annunci su dieci sono gestiti da chi opera su più unità, trasformando la piattaforma da strumento di micro-affitti a vero e proprio modello di business turistico.
Chi gestisce gli immobili?
Il presidente dell’Unione albergatori e pubblici esercenti (Hgv), Klaus Berger, sottolinea che “gli affitti brevi costituiscono parte integrante dell’offerta turistica, ma è fondamentale capire le loro ripercussioni sui residenti”. Il direttore Raffael Mooswalder aggiunge che la presenza di gestori con più alloggi rende il fenomeno lontano dalla “locazione occasionale di appartamenti privati”.
Sicurezza, normativa e impatto sul mercato abitativo
Nonostante la crescita, emergono criticità significative. A livello nazionale, soltanto il 55,6% degli annunci riporta la presenza di un estintore, e il 47,5% indica un rilevatore di monossido di carbonio. I dati specifici per l’Alto Adige non sono disponibili, ma a livello locale il 7,4% degli annunci non identificativo nazionale (Cin), obbligatorio dal 2024 per gli affitti turistici.
Conseguenze per la disponibilità abitativa
La concentrazione di immobili destinati al turismo in centri come Merano e Bolzano alimenta preoccupazioni sulla disponibilità di case per i residenti. Con più del 70% degli annunci affittati per più di sei mesi l’anno, la pressione sul mercato abitativo tradizionale si intensifica, rendendo più difficile trovare alloggi a prezzi accessibili.
L’Hgv richiama l’attenzione su una “necessità di controlli più rigorosi” e su un “monitoraggio puntuale dell’utilizzo turistico degli immobili residenziali”, affinché le condizioni di mercato rimangano eque per tutte le forme di ricettività.



