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19 Luglio 2026

Tempi di vendita immobiliare: Milano in testa, Genova in coda

Milano e Bologna sono le città dove vendere casa è più veloce, mentre Genova e Bari registrano i tempi più lunghi. Scopri i dettagli dell'analisi.

Tempi di vendita immobiliare: Milano in testa, Genova in coda

Vendere una casa in Italia richiede in media 108 giorni un dato che si è stabilizzato negli ultimi anni. Secondo l’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa questo ritmo è rimasto costante dal 2026, con una variazione di appena un giorno rispetto al 2026.

L’analisi decennale rivela un interessante andamento: erano necessari 145 giorni La pandemia ha causato un leggero rallentamento, con 118 giorni nel 2026 e 114 giorni nel 2026. Tuttavia, nel 2026 si è registrato il minimo del decennio con 104 giorni prima della stabilizzazione attuale.

Le città più veloci e quelle più lente

Tra le grandi città, Milano e Bologna si distinguono per i tempi più rapidi di vendita. A Milano bastano 88 giorni ben 20 in meno rispetto alla media nazionale, mentre a Bologna ne servono 91. Tuttavia, entrambe le città hanno registrato un leggero rallentamento rispetto all’anno precedente, con 5 giorni in più a Milano e 12 giorni in più a Bologna.

All’estremo opposto, Genova e Bari sono le città dove vendere casa richiede più tempo. A Genova occorrono 133 giorni mentre a Bari 126 giorni.

I tempi di vendita nell’hinterland

Nelle aree periferiche delle grandi città, i tempi di vendita si allungano ulteriormente. In media, servono 136 giorni6 in meno rispetto all’anno precedente. Le eccezioni positive sono l’hinterland di Firenze dove bastano 109 giorni e quello di Verona con 122 giorni. Anche in questo caso, Genova e Bari sono le più lente, con 171 giorni e 152 giorni rispettivamente.

Questi dati offrono un quadro dettagliato delle dinamiche del mercato immobiliare italiano, evidenziando come le differenze territoriali possano influenzare significativamente i tempi di vendita.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.