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5 Settembre 2026

La collaborazione tra Luca Guadagnino e Zara per una collezione di 140 pezzi

Luca Guadagnino e Stefano Baisi presentano una collezione di 140 pezzi per Zara, che spazia dall'abbigliamento agli arredi, con un'estetica ispirata al cinema e al design italiano

La collaborazione tra Luca Guadagnino e Zara per una collezione di 140 pezzi

Luca Guadagnino, noto regista italiano, ha deciso di espandere il suo talento oltre il mondo del cinema, collaborando con Zara per una collezione che unisce moda e design. La collezione, composta da 140 pezzi, sarà presentata durante la Milano Fashion Week e promette di rivoluzionare il concetto di arredamento e abbigliamento.

La collaborazione tra Guadagnino e l’architetto Stefano Baisi, con cui ha lavorato in numerosi progetti cinematografici, ha dato vita a una linea che spazia da divani e lampade a giacche di pelle e camicie di seta. L’obiettivo è creare un universo domestico e di moda che rifletta la sensibilità estetica del regista.

Un progetto trasversale tra moda e interior

La collezione, denominata Baisi Guadagnino for Zara non è una semplice capsule, ma un progetto trasversale in cui moda e interior design parlano la stessa lingua. Guadagnino, noto per la sua attenzione agli interni nei suoi film, ha portato su scala Zara quella sensibilità per gli spazi che coltiva da tempo anche lontano dal cinema.

Gli interni nei film di Guadagnino non sono mai semplici fondali, ma elementi narrativi a tutti gli effetti. Questo approccio si riflette nella collezione, dove ogni pezzo è pensato per creare un’atmosfera unica. La collaborazione con Baisi, iniziata con la ristrutturazione di una villa sul lago di Como, ha portato alla creazione di Studiolucaguadagnino uno studio che ha firmato residenze private, boutique e hotel in Europa.

Materiali e ispirazioni: un mix di eleganza e sofisticazione

La collezione per Zara è caratterizzata da un uso sapiente di materiali come legno, pelle, acciaio, travertino e superfici laccate. Questi elementi danno forma a divani generosi, sedute quasi fantascientifiche, tavoli, specchi, lampade, tappeti e oggetti per la tavola. Il tutto con quell’equilibrio tra rigore e decorazione che attraversa anche il guardaroba.

Le ispirazioni per questa collezione sono molteplici e vanno da Gio Ponti a Lina Bo Bardi, passando per Ettore Sottsass. Guadagnino e Baisi hanno riguardato i film anni Ottanta di Jean-Luc Godard, insieme alle opere di Edward Yang e Nagisa Ōshima, per creare un’estetica che non imita ma trascende i maestri. L’obiettivo è evitare di riprodurre qualcosa che esiste già, creando invece pezzi unici e innovativi.

I prezzi e la disponibilità

La collezione sarà disponibile durante la Milano Fashion Week, con prezzi che variano a seconda del tipo di prodotto. Ad esempio, un divano può costare oltre 13.000 euro, mentre poltrone e sedie hanno prezzi che vanno dai 2.500 ai 6.000 euro. Ci sono anche pezzi più accessibili, come posate, candele, piatti e bicchieri, che promettono di essere un successo.

La collezione include anche una linea di abbigliamento con giacche di pelle, camicie a quadri e bianche, pezzi stampati e abiti femminili in viscosa. Questi capi, sebbene meno numerosi rispetto agli arredi, completano l’universo domestico e di moda creato da Guadagnino e Baisi.

Il cinema come filo conduttore

Il cinema è inevitabilmente il filo conduttore di questa collezione. Guadagnino e Baisi hanno girato a Budapest un film con Jamie Bell, Chase Sui Wonders, Michael Stuhlbarg e Patricia Arquette, chiamati a dare vita a questo nuovo universo domestico. Le atmosfere dei film del regista, come Io Sono l’Amore si riflettono nei pezzi della collezione, creando un legame indissolubile tra cinema e design.

La Milano Fashion Week sarà l’occasione perfetta per scoprire tutti i dettagli di questa collaborazione unica. La collezione di Guadagnino per Zara promette di portare una ventata di novità nel mondo della moda e del design, unendo l’estetica sofisticata del regista italiano con l’accessibilità di un brand come Zara.

Emanuele Negri
Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.