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30 Giugno 2026

Italia Settanta: la creatività come risposta agli anni di piombo

Un viaggio attraverso l'arte, la moda e il design degli anni Settanta in Italia, un'epoca di grande creatività e innovazione.

Italia Settanta: la creatività come risposta agli anni di piombo

Gli anni Settanta in Italia sono ricordati per la loro complessità politica e sociale, ma anche per un’ondata di creatività che ha attraversato l’arte, la moda e il design. A Gorizia, dal 27 giugno al 29 novembre 2026, Palazzo Attems Petzenstein ospita la mostra ‘Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design’, un progetto curato da Raffaella Sgubin, Carla Cerutti, Lorenzo Michelli e Minio Capucci.

Questa esposizione è la terza tappa di un percorso avviato dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, ERPAC FVG, dedicato alle trasformazioni culturali del secondo dopoguerra. Dopo le edizioni dedicate agli anni Cinquanta e Sessanta, la mostra si concentra su un decennio che ha visto un dialogo fitto tra diversi linguaggi creativi.

Arte e moda: un dialogo innovativo

La mostra evidenzia come la creatività sia stata un antidoto a un periodo difficile. Nel settore della moda, ad esempio, si è passati dall’alta artigianalità dei decenni precedenti a un’epoca di industrializzazione, mantenendo alta la qualità. La figura del couturier si è evoluta in quella dello stilista un termine coniato da Anna Piaggi per definire Walter Albini, padre del prêt-à-porter e precursore di nomi come Giorgio Armani e Gianni Versace.

La sezione delle arti visive include opere di grandi maestri come Alberto Burri, Afro, Gino De Dominicis, Giorgio Griffa e Michelangelo Pistoletto. Un esempio significativo di contaminazione tra arte e moda è il confronto tra un Cretto bianco di Burri e un cappotto-scultura di Roberto Capucci, che utilizza intarsi di sassi, corda e bambù.

Design: sperimentazione e innovazione

Il design degli anni Settanta è stato un periodo di grande sperimentazione, soprattutto nell’uso della plastica. La mostra ricostruisce fedelmente scenografie di film e serie televisive come ‘Spazio 1999’, che utilizzavano oggetti di design italiano, tra cui opere di Gae Aulenti e Vico Magistretti. Un altro esempio è la ricostruzione dell’ambiente del film ‘Gruppo di famiglia in un interno’ di Luchino Visconti, che mostra un forte contrasto tra arredi antichi e moderni.

Tra gli oggetti esposti ci sono anche due abiti prestati dalla sartoria Tirelli di Roma, indossati da Silvana Mangano e Claudia Cardinale, e una Maserati Ghibli Spider del 1969, un’auto dal design sorprendente. La mostra include anche una calcolatrice Divisumma 18 di Mario Bellini per Olivetti e la poltrona Joe di De Pas-D’Urbino-Lomazzi, a forma di guantone da baseball.

FVG Settanta: un viaggio nelle avanguardie artistiche del Friuli Venezia Giulia

In parallelo, a Gradisca d’Isonzo, la Galleria Regionale d’Arte Contemporanea Luigi Spazzapan ospita ‘FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70’. Questa mostra, che si estende fino al 29 novembre 2026, ricostruisce il panorama artistico regionale del decennio, da Trieste a Udine, da Pordenone all’Isontino.

La mostra a Gradisca d’Isonzo è un viaggio attraverso le avanguardie artistiche che hanno caratterizzato il Friuli Venezia Giulia negli anni Settanta. Il programma si estende fino al 15 gennaio 2027, con un evento conclusivo che celebrerà il 50° anniversario della fondazione della Galleria Spazzapan.

Emanuele Negri
Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.