L’Italia torna a mettere in scena la sua capacità di fondere moda, design e territorio attraverso due iniziative che, pur diverse per linguaggio, condividono lo stesso obiettivo: fare della creatività un volano di promozione culturale ed economica. A Palermo è stata presentata il 24 giugno l’evento che dal 28 al 30 giugno porterà in Bagheria sfilate, installazioni e performance; nello stesso arco narrativo, la scena romana del design conferma il ruolo di piattaforma di ricerca grazie al lavoro di Secondome e ai progetti sviluppati al Foro Italico.
International Fashion Week a Bagheria: quando la città diventa passerella
La presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, Alessandra Giulivo ha descritto la manifestazione come un appuntamento nazionale consolidato che intreccia moda, formazione e valorizzazione del territorio. L’evento, programmato dal 28 al 30 giugno è pensato come una vera fashion system experience la città sarà set a cielo aperto tra scenografie luminose, performance artistiche e installazioni che puntano a trasformare luoghi storici in palcoscenici contemporanei. In particolare, il 29 giugno alle ore 20 la scalinata e le colonne di Palazzo Villarosa ospiteranno un défilé che unirà storia architettonica e haute couture, offrendo uno spettacolo pensato per dialogare con il contesto urbano.
Programma, ospiti e riconoscimenti
Oltre alle sfilate, il calendario prevede un talk televisivo alle ore 17 curato da Piero Muscari e un red carpet alle ore 19, momenti che faciliteranno l’incontro tra designer, operatori e ospiti internazionali. Tra i protagonisti in passerella figurano maison e nomi affermati che riceveranno il Golden Muse Award 2026 tra cui Franco Ciambella, Addy Van Den Krommenacker, Maison Celestino, Valentina Vidrascu, Mimì et Mamà e Rogowskie Bridal. Le collezioni attese indagheranno la sartorialità, la ricerca materica e l’integrazione di tecnologie innovative nella creazione tessile.
Opportunità per i giovani e ruolo delle istituzioni
Una parte rilevante dell’iniziativa è dedicata alla formazione: il concorso New Generations coinvolge studenti delle accademie e degli istituti di moda. I due finalisti, Gabriele Villanova e Chiara Ruperto presenteranno i capi nati dai bozzetti selezionati, sfiliando per la prima volta durante l’evento del 29 giugno. Al vincitore andranno una borsa di studio, uno stage professionale presso la maison De Santis by Martin Alvarez e una dotazione di software professionali fornita da Pro2Dev elementi concreti per l’inserimento nel settore.
Nel corso della presentazione istituzionale, hanno preso la parola rappresentanti politici e associativi come l’onorevole Salvatore Geraci il presidente regionale Salvatore Falzone e il direttore provinciale dell’ENASC Giovanni Minutella che hanno sottolineato il valore economico e culturale dell’evento come strumento per creare opportunità di lavoro e visibilità per il Made in Italy e per i giovani talenti.
Secondome a Roma: ricerca curatoriale e interventi al Foro Italico
A Roma, l’architetta e curatrice Claudia Pignatale ha costruito negli anni la piattaforma Secondome un progetto che unisce galleria, editoria e ricerca nel campo del design da collezione. Trasferitasi nella capitale nel 2006, Pignatale ha sviluppato una strategia che supera la pura vendita: attraverso vetrine d’artista e collaborazioni con nomi di rilievo ha promosso edizioni e progetti speciali, contribuendo a definire uno spazio di promozione per designer emergenti e affermati.
Foro Italico come laboratorio di design
Tra i progetti più significativi vi sono gli interventi al Foro Italico dove Secondome ha curato l’interior delle aree di accoglienza degli Internazionali di Tennis e recentemente il percorso espositivo Alfabeti che ha presentato sculture e installazioni ambientali dalla Sala delle Armi alle lounge Corporate Hospitality. Pignatale collabora regolarmente alla riqualificazione degli spazi sportivi, immaginandoli come potenziali trampolini per nuovi talenti e per iniziative culturali che connettono sport, design e pubblico.
La scena romana del design, sebbene diversa dalla centralità milanese, oggi è viva e trasversale: studi consolidati, gallerie emergenti e progetti ibridi rendono la città un contesto fertile per sperimentazioni che vanno dal custom made al contract con attenzione al dialogo fra architettura, arte e produzione locale.
Entrambi i percorsi puntano a consolidare reti professionali e a trasformare luoghi storici in palestre di innovazione e visibilità.



