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25 Settembre 2026

Instant buyer: la chiave del +9,2% nelle compravendite torinesi

Torino esplode in compravendite con il +9,2% grazie agli instant buyer; nello stesso periodo, le famiglie di Verona perdono le villette acquistate dopo una lunga attesa.

Instant buyer: la chiave del +9,2% nelle compravendite torinesi

Nel quarto trimestre del 2026 Torino ha registrato una crescita record del 9,2% nelle compravendite immobiliari superando di gran lunga le altre grandi città italiane. L’analisi dei dati proviene da fonti istituzionali e mostra che il segmento più dinamico è quello dei cosiddetti instant buyer gli operatori che acquistano direttamente dal proprietario con sconti intorno al 20% e rivendono l’immobile entro pochi mesi.

Chi sono gli instant buyer e come influiscono sul mercato torinese

Gli instant buyer sono investitori professionali o micro-imprese che si specializzano nella riqualificazione rapida di immobili in difficoltà. Operano acquistando case ferme, ex banche, locali commerciali o attici dismessi, per poi intervenire con lavori di ristrutturazione leggera e rilanciare l’offerta sul mercato. A Torino la loro quota è pari al 7% del totale delle transazioni, ma la velocità con cui chiudono le trattative spinge il mercato verso risultati mai visti prima: niente visite, niente trattative lunghe, liquidità immediata.

Meccanismo di acquisto e sconto medio

Il modello si basa su un acquisto diretto al proprietario con uno sconto medio del 20%, pagamento in un’unica soluzione, e la successiva ristrutturazione che può durare da poche settimane a qualche mese. Questo approccio elimina i costi legati a intermediazione tradizionale e riduce drasticamente i tempi di ciclo di vendita favorendo una maggiore rotazione delle unità abitative nelle zone più richieste, dalla Crocetta a San Paolo.

Il caso Verona: villette di Residence Europa finiti all’asta

Parallelamente al boom torinese, nella provincia di Verona una vicenda completamente diversa ha scosso il mercato. Le villette del Residence Europa, situate a Vago di Lavagno, erano state prelevate da due famiglie – Gianluca Taverna e Enrica Pruneri, e Monica Santia con Lamberto Pavarotti – che avevano versato più di 150.000 euro per assicurarsi le case. Dopo anni di ritardi e la liquidazione giudiziale dell’impresa costruttrice, le unità sono state poste all’asta il 24 settembre 2026.

Come si è svolta l’asta e perché le famiglie hanno perso

L’incarico di asta prevedeva una cauzione del 15% sul prezzo di partenza, fissato a 250-259 mila euro. Durante la gara, iniziata alle 9:30 e conclusasi alle 12:40, gli acquirenti originali hanno tentato di rilanciare, ma gli altri partecipanti hanno effettuato offerte incrementali anche a 30 secondi dalla chiusura, attivando una proroga di due minuti per ogni nuovo rilancio. Alla fine, le villette sono state aggiudicate a un privato di origine moldava per 289 mila euro e a un’impresa di lavori stradali per 280 mila euro.

Conseguenze legali e prospettive per le famiglie coinvolte

Le famiglie hanno dichiarato di aver richiesto più volte le fideiussioni relative alle somme versate, ma i documenti si sono rivelati non autentici. Dopo il fallimento dell’operatore immobiliare e le ripetute proroghe del rogito, le vittime valutano ora azioni legali per recuperare le somme spese e per denunciare la gestione fraudolenta dell’intera operazione. Il caso evidenzia come, al di fuori del clima di velocità promosso dagli instant buyer, persistano rischi significativi legati a progetti immobiliare incompleti e a vendite in fallimento.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.