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21 Settembre 2026

Cortina: prezzi record, afflusso straniero e disputa sui terrazzamenti

Cortina registra prezzi record, attira acquirenti internazionali e affronta una controversia su un terrazzamento alpino.

Cortina: prezzi record, afflusso straniero e disputa sui terrazzamenti

Negli ultimi anni la zona montuosa del Belluno è divenuta una vera pista d’atterraggio per capitali esteri. Le località più rinomate, tra cui Cortina d’Ampezzo, le valli del Boite e le Dolomiti Superski, hanno visto una crescita vertiginosa delle compravendite di seconde case, a scapito della popolazione residente tradizionale.

Il fenomeno si riflette in cifre record per il mercato immobiliare: i prezzi al metro quadro superano ampiamente quelli delle grandi città, creando una nuova dinamica demografica e sociale nei piccoli borghi delle montagne.

Prezzi record a Cortina e confronto con le città lagunare

Nel cuore delle Dolomiti, gli immobili di Cortina d’Ampezzo vengono scambiati a una media compresa tra 14.500 e 22.000 euro al mq. Alcune proprietà di lusso hanno toccato la soglia dei 22.000 euro, mentre il canone stagionale per una seconda casa si aggira tra 15.000 e 35.000 euro. Per dare una misura di scala, nel centro storico di Venezia – San Marco o Rialto – il prezzo medio è di circa 6.000 euro al metro quadro, con variazioni che oscillano tra 3.500 e 5.000 euro a seconda del quartiere.

Dettagli per la zona “prime dolomitica”

Località come San Vito di Cadore, Misurina, Val di Zoldo, Alleghe e Arabba attirano acquirenti con un budget medio compreso tra 450.000 e 1,2 milioni di euro. Qui il prezzo medio al mq varia da 4.500 a 8.000 euro; la domanda è dominata da trilocali in stile alpino, chalet di nuova costruzione o ristrutturazioni chiavi-in-mano.

Profilo degli acquirenti stranieri e segmenti di mercato

Le statistiche del centro studi Fimaa mostrano che gli acquirenti stranieri rappresentano dal 20 al 35 % delle transazioni nella zona. I mercati più attivi provengono dagli Stati Uniti e dal Regno Unito, che coprono circa il 30-35 % della domanda estera. German-austriaci seguono con un 25-30 % di quota, prediligendo le valli dell’Agordino e della Val di Zoldo, dove la prossimità ai comprensori di Dolomiti Superski è cruciale.

Fascia ultra-luxury

Nel segmento più esclusivo, gli investitori disporrebbero tra 2,5 e 6 milioni di euro, con picchi oltre 10 milioni per chalet isolati a Cortina. Questi acquirenti cercano soluzioni pronte all’uso, di ampie dimensioni e con vista panoramica, spesso destinate sia a uso stagionale sia a locazioni turistiche di alto livello.

Fascia “autenticità & recupero”

Altri compratori, principalmente provenienti da Olanda, Svezia, Belgio e Polonia, puntano su immobili da ristrutturare: rustici, casolari storici (tabià) e vecchie stalle nei comuni di Cadore, Agordino e Valbelluna. Qui il budget medio varia fra 120.000 e 350.000 euro, con prezzi al mq compresi tra 1.200 e 3.000 euro. L’obiettivo è ricavare una casa di montagna autentica a costi contenuti.

Controversia sul terrazzamento della falesia di Sass de Rocia

Parallelamente al fermento immobiliare, la montagna bellunese è al centro di una disputa legata all’accessibilità per gli sportivi. Alessio Cornamusini, medaglia d’argento alle Paralimpiadi di Parigi, aveva realizzato terrazzamenti alla base della falesia di Sass de Rocia a partire dal 2020, sfruttando legna abbattuta da recenti tempeste per creare una superficie stabile.

Richiesta di smantellamento e risposta del Comune

Il 16 settembre 2026 il Comune di Rocca Pietore, attraverso la Polizia locale, ha notificato all’atleta la necessità di rimuovere le strutture entro quindici giorni, sostenendo l’assenza di condizioni di sicurezza e un presunto abuso edilizio. Cornamusini, la cui certificazione di disabilità è al 85 %, ha sottolineato che i terrazzamenti erano indispensabili per poter restare in piedi sulla zona, altrimenti la falesia sarebbe risultata inaccessibile a chi ha limitazioni motorie.

L’atleta ha espresso la volontà di trovare una soluzione alternativa, ma finora non ha ottenuto alcuna deroga dal Comune. La vicenda mette in luce il delicato equilibrio tra preservazione ambientale sicurezza pubblica e la necessità di rendere gli spazi alpini fruibili anche a chi ha esigenze specifiche.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.