L’estate scorsa ha portato, come di consueto, una forte affluenza di turisti nella penisola salentina. In questo contesto, la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli su immobili destinati alla locazione turistica, con l’obiettivo di intercettare pratiche di affitti brevi non dichiarate. Il risultato è stato l’individuazione di una rete di proprietari che, sfruttando ville di pregio, masserie storiche, bed & breakfast e case vacanza, ha occultato al fisco più di 700mila euro di proventi.
Evasione individuata nella provincia di Lecce
Le verifiche, condotte dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Lecce, hanno interessato sia il capoluogo sia le località balneari più rinomate, quali Gallipoli, Porto Cesareo, Otranto e il Capo di Leuca. Analizzando la documentazione contabile e le transazioni bancarie, gli agenti hanno ricostruito i flussi di denaro derivanti da contratti di locazione a breve termine, rivelando che i redditi non erano stati riportati nella dichiarazione dei redditi. L’importo totale “nascosto” supera i 700.000 euro una somma considerevole per un singolo settore della regione.
Ville, masserie e B&B più colpiti
Tra le strutture esaminate, le ville di lusso situate nelle zone collinari di Lecce e le masserie agrituristiche della campagna salentina sono state le più frequenti. Anche diversi bed & breakfast, spesso gestiti da famiglie locali, hanno registrato prenotazioni tramite piattaforme online senza emettere fatture né versare le relative tasse. La case vacanza rappresenta, in questo contesto, una categoria particolarmente vulnerabile: molti proprietari hanno dichiarato i guadagni come “redditi diversi” o li hanno omessi del tutto, approfittando della difficoltà di tracciamento delle transazioni internazionali.
Rischi e sanzioni per i proprietari
Il provvedimento della Guardia di Finanza prevede, per i soggetti accertati in violazione, l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie, che possono variare dal 90% al 200% dell’importo evaso. Inoltre, se l’importo complessivo della frode supera determinate soglie o se emergono elementi di fraudulentità, si procede con azioni penali che includono la reclusione. I responsabili, inclusi eventuali amministratori o professionisti che hanno facilitato l’operazione, rischiano quindi di subire pesanti conseguenze legali oltre alla perdita di credibilità sul mercato turistico.
Ripercussioni sull’economia legale del Salento
Oltre al danno diretto alle finanze pubbliche, l’evasione in questione ha un impatto negativo sulla concorrenza leale. Gli operatori che rispettano le norme fiscali subiscono una svantaggio competitivo rispetto a chi, invece, occultando i proventi, riesce a offrire prezzi più bassi o a reinvestire più facilmente. La diffusione di pratiche così scorrette può compromettere la crescita dell’economia legale nella zona, riducendo le entrate destinate a servizi pubblici e infrastrutture vitali per il turismo, settore trainante del Salento.



