Negli ultimi anni il mercato degli affitti è diventato terreno fertile per truffatori esperti. Annunci che promettono alloggi ristrutturati a prezzi irrisori, gestiti da proprietari apparentemente disponibili, attirano subito l’interesse di studenti e lavoratori in cerca di una sistemazione veloce. Dietro quella facciata si nasconde però un meccanismo fraudolento ormai consolidato, che combina la falsità dell’identità del locatore con richieste di pagamento anticipato attraverso canali non tracciabili.
Il classico raggiro del proprietario all’estero
Il truffatore apre la conversazione su piattaforme molto frequentate come Facebook, Subito o portali immobiliari nazionali. L’annuncio mette in luce un appartamento in ottime condizioni, ubicato in zona centrale e offerto a un canone ben al di sotto del mercato. Dopo i primi scambi, il soggetto si presenta come un proprietario residente all’estero – spesso un ingegnere o manager trasferitosi in Germania o Spagna per motivi di lavoro – e spiega l’impossibilità di organizzare visite di persona.
Meccanismo di pagamento
Il passo decisivo consiste nella richiesta di versare, con bonifico rapido, ricariche di carte prepagate o link a piattaforme di pagamento clonate, la prima mensilità più il deposito cauzionale. Talvolta si promettono sconti per contratti di più mesi, ma appena il denaro è stato accreditato, il finto locatore scompare, blocca gli account e rende impossibile ogni ulteriore contatto.
Segnali d’allarme
Tra gli indizi più frequenti troviamo: richiesta di caparra prima della visita, rifiuto categorico di incontrarsi di persona, urgenza artificiale per chiudere l’accordo e l’uso di link esterni per i pagamenti. Anche un canone sospettosamente basso rispetto al valore medio della zona dovrebbe far alzare la guardia.
Esempio reale: annuncio a Roma in via Affogalasino
Un caso segnalato a Roma descriveva un bilocale di 67 m² al terzo piano di un edificio con ascensore, riscaldamento autonomo e classe energetica E. L’offerta indicava un affitto di 750 €, più 100 € di spese, con la possibilità di ottenere sconti fino a 125 € al mese per contratti annuali. Il locatore, identificato come “Sebastian”, chiedeva il pagamento del primo mese più due mensilità di cauzione, garantendo l’intera procedura tramite il portale HousingAnywhere.
Nonostante la menzione di marchi noti e di piattaforme affidabili, la struttura della proposta rispecchiava perfettamente i campanelli d’allarme tipici delle truffe: prezzo troppo vantaggioso, richiesta di pagamento anticipato e assenza di un sopralluogo reale. La mancata verifica dell’esistenza dell’immobile e dei documenti di proprietà è ciò che, nella maggior parte dei casi, consente ai truffatori di operare indisturbati.
Operazioni della Guardia di Finanza su affitti brevi e noleggio auto a Olmedo
Nel corso dell’estate 2026 le Fiamme Gialle hanno intensificato i controlli su strutture ricettive destinate agli affitti brevi in tutta la Sardegna. A Olmedo è stata scoperta una struttura che, oltre a violare l’obbligo di esporre i codici identificativi (CIN e IUN), offriva ai turisti un servizio di noleggio auto a 50 € al giorno, senza possedere partita IVA né le autorizzazioni necessarie.
Le indagini hanno permesso di ricostruire, in maniera induttiva, ricavi per oltre 60 000 € non tassati. Per questa attività abusiva, le autorità hanno comminato sanzioni amministrative superiori a 116 000 €, denunciato il gestore all’autorità giudiziaria e segnalato la mancata comunicazione delle generalità degli ospiti attraverso il portale AlloggiatiWeb.
Questa operazione dimostra come la guardia di finanza utilizzi l’incrocio di dati provenienti da piattaforme OTA e dalla banca dati nazionale delle strutture ricettive per identificare le irregolarità, garantendo al contempo la protezione del consumatore e il recupero del gettito fiscale perso.



