Negli ultimi mesi le autorità italiane hanno intensificato i controlli su due fronti che minacciano sia l’economia locale sia i cittadini in cerca di un alloggio: da un lato gli affitti brevi abusivi, dall’altro le truffe immobiliari veicolate sui social network. La Guardia di Finanza di Sassari, operante nel Nord Sardegna, ha rimesso in luce un sistema di evasione fiscale diffuso, mentre casi di raggiri online sono emersi a Roma, evidenziando una vulnerabilità crescente dei consumatori.
Le verifiche, condotte nell’estate 2026, hanno avuto come obiettivo il recupero del gettito fiscale e la tutela sia del mercato che dei viaggiatori. Gli ispettori hanno incrociato i dati estratti dalle piattaforme di prenotazione online con la “Banca Dati nazionale Strutture Ricettive” e hanno effettuato sopralluoghi fisici per accertare la corretta esposizione del CIN (Codice Identificativo Nazionale) e dello IUN (Identificativo Univoco Numerico) obbligatori per ogni struttura ricettiva.
Multe da 116.000 euro per affitti brevi abusivi nel Nord Sardegna
Il risultato di queste indagini è stato l’applicazione di più di 116.000 euro di sanzioni amministrative a carico di diversi proprietari che non avevano rispettato la normativa. Le violazioni più frequenti riguardavano l’omessa esposizione del CIN, la mancata comunicazione delle generalità degli ospiti tramite il portale AlloggiatiWeb, e gravi carenze di sicurezza negli immobili. Oltre alle multe, le autorità hanno disposto la sospensione di attività ricettive non regolarmente registrate.
Il caso Olmedo: locazione auto senza partita IVA
Un esempio emblematico è il proprietario di un immobile situato a Olmedo, che oltre a offrire la sistemazione agli ospiti metteva a disposizione automobili a 50 euro al giorno. L’attività di noleggio era svolta senza l’apertura di una partita IVA né le autorizzazioni richieste per l’autonoleggio, configurandosi come esercizio abusivo. La Guardia di Finanza ha stimato che i proventi derivanti dalle locazioni turistiche superavano i 60.000 euro di entrate non tassate, aggiungendo al caso una violazione relativa all’omessa trasmissione dei dati degli ospiti su AlloggiatiWeb.
Il proprietario è stato quindi segnalato per infrangimento delle norme fiscali e per la mancata osservanza dei requisiti di sicurezza, con l’adozione di provvedimenti che comprendono sia sanzioni pecuniarie sia eventuali azioni penali. L’operazione ha dimostrato come la semplice presenza di un annuncio online possa scatenare un’intera catena di verifiche, dal confronto dei dati digitali al controllo in loco.
Truffa su Facebook: la storia di Sonia e la stanza perduta
Parallelamente, a Roma una giovane professionista di Cosenza, Sonia, ha vissuto un’esperienza tipica delle truffe immobiliari diffusesui social. In cerca di una stanza nella zona Monti Tiburtini, ha pubblicato una richiesta su Facebook. La stessa sera è stata contattata da una donna che, tramite videochiamata, le ha mostrato l’appartamento e le ha proposto un affitto a prezzo “scontato”.
La trattativa è proseguita su WhatsApp, dove la presunta proprietaria ha esercitato pressioni insistenti richiedendo un anticipo di 350 euro, poi ridotto a 100 euro, da versare tramite ricarica PostePay. La promessa di consegnare le chiavi subito è stata poi rimandata con scuse legate a “lavori urgenti”. Una rapida ricerca su Google ha rivelato che la stessa identità era già stata segnalata da altri utenti per truffe analoghe.
Come riconoscere le truffe sugli affitti online
Gli esperti sottolineano che i truffatori utilizzano prezzi inferiori al mercato, richieste di pagamento con metodi non reversibili (postePay, bonifici istantanei) e falsi documenti d’identità per aumentare la credibilità dell’offerta. In molti casi non è previsto un incontro di persona prima del pagamento, e la comunicazione avviene esclusivamente tramite messaggi privati. La mancanza di una visita sul posto e la pressione per un “acconto immediato” sono segnali d’allarme. L’avvocato Giacinto Canzona raccomanda di evitare pagamenti con carte prepagate o bonifici istantanei e di segnalare sempre i tentativi di raggiro alla Polizia Postale.
Il caso di Sonia si è concluso con la denuncia ai Carabinieri e l’avvio di una pratica legale. La vicenda è emblematicamente inserita nel trend osservato dal Centro Studi SoloAffitti, che registra un aumento del 20 % delle segnalazioni di truffe sugli affitti online negli ultimi due anni, evidenziando la necessità di una maggiore vigilanza da parte dei consumatori.



