In un angolo di Piazza Mentana a Spoleto, di fronte alla chiesa di San Filippo, si trova un luogo unico che ha saputo reinventarsi: Icola. Nato nel 2026, questo progetto ha trasformato un’ex edicola in un listening bar che unisce musica, design, cibo e rigenerazione urbana.
La storia di Icola è legata al Festival dei Due Mondi una manifestazione culturale che da settant’anni anima Spoleto. Negli ultimi dieci anni, un’associazione di giovani spoletini ha dato vita al FuoriFestival, un evento parallelo che propone djset, live e laboratori di rigenerazione urbana. È in questo contesto che è nato Icola, un progetto che ha saputo coniugare tradizione e innovazione.
Musica e design in un’ex edicola
Icola non è solo un’edicola riaperta, ma un vero e proprio listening bar dove dj e musicisti si alternano dall’aperitivo alla notte. Grazie alla partnership con Diesis un’azienda spoletina che realizza amplificatori su misura, l’edicola offre un’esperienza musicale di qualità. I live vengono anche trasmessi su piattaforme internazionali come RBL.
Il design è un altro elemento chiave di Icola. L’edicola, con il suo curioso annesso in metallo, ospita la parte dedicata al cibo e alle bottiglie, lasciando tutto il resto dello spazio a dj ed editoria. I tavoli, progettati da Edizioni Brigantino sono pezzi d’autore che arricchiscono l’ambiente.
Un’offerta enogastronomica di qualità
L’offerta enogastronomica di Icola è altrettanto curata. Olive di Monini eccellenti conserve di pesce portoghesi, vini e cocktail semplici, fritti rigenerati nella friggitrice ad aria e panini con pane buono di Ora Forneria a Bastia Umbra. Tutto a prezzi accessibili.
Un progetto di rigenerazione urbana
Icola è un esempio di rigenerazione urbana che ha saputo sfruttare il contesto urbanistico della piazza. La piccola chiesa di Santo Angioletto e le scalinate della chiesa di San Filippo Neri diventano un palco o le gradinate di un teatro all’aperto dove bere un bicchiere, ascoltare musica o seguire una presentazione.
Non è facile trovare in Italia un locale che possa disporre in maniera così disinvolta e coinvolgente dello spazio pubblico tra prescrizioni, burocrazie e Soprintendenze. A Spoleto, invece, tutto sembra funzionare in maniera semplice e naturale. Un progetto che è riuscito a trovare un equilibrio invidiabile tra informalità e cura.



