Due distinte vendite dedicate al design del Novecento hanno portato all’attenzione del mercato una serie di lotti che spaziano dall’arredamento italiano agli esempi più riconoscibili del modernismo internazionale. Una vendita in programma a Genova il 9 e il 10 luglio presenta un catalogo ampio e variegato, mentre un’altra, svolta il 25 e il 26 giugno 2026, ha registrato risultati significativi con oltre 920.000 euro di fatturato.
Entrambe le tornate mettono in luce la continuità dell’interesse per autori storici e per pezzi di grande qualità artigianale: dalle lampade in cristallo e ottone alle sedute in legno massello, passando per esempi del movimento Memphis e del modernismo brasiliano.
Catalogo di Genova: 885 lotti tra maestria italiana e nomi internazionali
La vendita in programma a Genova propone un catalogo di 885 lotti concentrati sul meglio del design italiano del Novecento, ma con presenze internazionali che completano il quadro. Tra gli oggetti in evidenza emergono diverse lampade storiche: spiccano i pezzi di Fontana Arte firmati da Max Ingrand, come la sospensione modello 2088 degli anni ’60 (stima 9.000–14.000 euro) e la versione 2126/1 in ottone nichelato e vetro molato (stima 7.000–9.000 euro).
Illuminazione storica e vetro d’autore
Accanto a Ingrand, il catalogo include altre proposte d’illuminazione di grande interesse collezionistico: una sospensione attribuita ai Fratelli Toso eseguita a Murano (stima 1.500–2.000 euro), due sospensioni in vetro lattimo di Seguso degli anni ’50 (stima 1.500–2.000 euro) e una lampada in ottone sbalzato di Tommaso Barbi per la Bottega Gadda degli anni ’70 (stima 4.000–6.000 euro). Non mancano pezzi d’epoca di Pietro Chiesa e una grande plafoniera di B.B.P.R. prodotta da Arteluce (stima 22.000–28.000 euro).
Sedute, oggetti e influssi internazionali nel catalogo genovese
La sezione delle sedute comprende esempi di rilievo: un divano in ciliegio massello degli anni ’40 di Paolo Buffa (stima 2.600–2.800 euro), le sedie Notorius di Massimo Iosa Ghini per Moroso del 1988 (stima 1.200–1.600 euro) e un letto realizzato da Toni Cordero negli anni ’80 per una committenza privata di Torino (stima 2.400–2.600 euro). Tra i pezzi dal respiro internazionale figurano il tavolo Guanabara di Jorge Zalszupin (stima 8.000–10.000 euro) e la coppia di poltrone Tonico di Sergio Rodrigues (stima 8.000–10.000 euro).
Memphis e design postmoderno
Un richiamo al movimento Memphis è rappresentato dal divano mod. Big Sur di Peter Shire, prodotto nel 1985 (stima 2.400–2.600 euro), che testimonia l’attenzione del catalogo anche verso correnti più iconoclastiche rispetto al modernismo classico.
Risultati e punti salienti della vendita del 25-26 giugno 2026
La vendita svoltasi il 25 e il 26 giugno 2026 ha chiuso con un fatturato superiore a 920.000 euro un tasso di vendita del 73% dei lotti e una rivalutazione media delle stime del 175%. Tra i top lot si segnalano la panca “Conoid Bench” di George Nakashima venduta a 25.600 euro e la grande lampada modello 178NT di Gino Sarfatti (venduta a 19.200 euro).
Serie Parisi e altre firme del Novecento
Un nucleo rilevante è costituito dagli arredi progettati da Ico Parisi tra la fine degli anni Quaranta e i primi Cinquanta, che hanno suscitato particolare interesse: il tavolo mensola/console eseguito dai F.lli Rizzi nel 1947 (venduto a 19.200 euro), la coppia di poltrone a uovo modello 813 (20.480 euro) e il divano a uovo modello 812 nelle versioni prototipali realizzate da Ariberto Colombo (10.240 euro).
Altri risultati significativi
Nel lotto dedicato alle arti decorative sono emerse vendite di rilievo come la coppa della serie “a macchie” di Carlo Scarpa per Venini (20.480 euro), mobili contenitore di Giuseppe Rivadossi (lotti venduti rispettivamente a 17.920 e 16.640 euro), e la lampada da tavolo anni Trenta di Michele Marelli per Venini (10.240 euro). Anche un nucleo d’arredi proveniente dall’appartamento di Aurelio Zanotta a Monza ha registrato una elevata percentuale di lotti venduti.
Nel complesso, le due tornate confermano la vivacità del mercato del design del Novecento le stime e i risultati mostrano come pezzi di qualità tecnica e culturale continuino ad attrarre collezionisti e operatori, valorizzando sia la produzione italiana sia espressioni internazionali come il modernismo brasiliano e le creazioni artigianali statunitensi.



