Il settore immobiliare italiano sta vivendo una fase di intensa trasformazione. Nel primo trimestre del 2026, i prezzi delle abitazioni hanno registrato un aumento significativo, con le nuove costruzioni che guidano questa tendenza. Parallelamente, il panorama normativo sta evolvendo, con modifiche che potrebbero ridisegnare le strategie di investimento.
Questi cambiamenti riflettono non solo le dinamiche di mercato, ma anche le scelte politiche che stanno plasmando il futuro del comparto edilizio. Vediamo insieme i dettagli di questa evoluzione.
L’aumento dei prezzi delle abitazioni
Secondo le ultime stime, l’indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab) ha registrato un incremento dell’1% rispetto al trimestre precedente e del 5,2% su base annua. Questo dato rappresenta un’accelerazione rispetto al quarto trimestre del 2026, quando l’aumento era stato del 4%. La crescita è trainata principalmente dalle abitazioni di nuova costruzionei cui prezzi sono saliti del 6,7% su base annua, un balzo notevole rispetto al -1,1% del trimestre precedente.
Le abitazioni già esistenti, invece, hanno visto un rallentamento nella crescita dei prezzi, che si attesta al +4,8%, in leggero calo rispetto al +5% del trimestre precedente. Nonostante questo, l’aumento complessivo dei prezzi è tangibile: un’abitazione nuova valutata 100mila euro a maggio 2026, oggi costa circa 107mila euro.
Le compravendite in aumento
Nonostante l’aumento dei prezzi, il numero di compravendite è in crescita. Nel primo trimestre del 2026, si è registrato un aumento del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2026. Questo dato, combinato con l’aumento dei prezzi, suggerisce un mercato in fermento, con una domanda che continua a sostenere l’offerta.
Su base congiunturale, l’aumento dell’Ipab (+1%) è dovuto principalmente alla crescita dei prezzi delle abitazioni già esistenti (+1,5%), mentre i prezzi delle abitazioni nuove sono diminuiti dell’1,5% rispetto all’ultimo trimestre del 2026. Il tasso di inflazione acquisito dell’Ipab per il 2026 è pari a +2,6%, con un +1,8% per le abitazioni nuove e un +2,7% per quelle già esistenti.
La produzione nelle costruzioni
Ad aprile 2026, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni ha registrato un aumento per il secondo mese consecutivo. Anche nel trimestre febbraio-aprile, l’indice ha mostrato una moderata crescita dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Tuttavia, sul fronte delle costruzioni, si osserva un rallentamento delle attività conseguente alla riduzione degli incentivi legati alle ristrutturazioni, che tra il 2026 e il 2026 avevano consentito risultati record nel comparto.
Su base annua, ad aprile si è osservata una dinamica tendenziale positiva sia nella serie grezza sia in quella corretta per gli effetti di calendario, confermando l’andamento del mese precedente. Questo dato suggerisce che, nonostante il rallentamento, il settore delle costruzioni continua a mostrare segni di vitalità.
Nuove regole per gli investitori esteri
Nel frattempo, il panorama normativo sta cambiando. Un emendamento al decreto sul maxi progetto per garantire 100mila alloggi a prezzi calmierati in dieci anni ha eliminato la corsia preferenziale per i fondi esteri. Questa modifica, proposta da FdI, ha corretto una delle norme più contestate dal mercato, che avrebbe ridotto i margini di manovra per gli operatori italiani, agevolando invece i grandi fondi esteri, in particolare quelli del Golfo già coinvolti in alcune iniziative private.
Questa decisione potrebbe avere un impatto significativo sul mercato immobiliare, ridisegnando le strategie di investimento e favorendo una maggiore partecipazione degli operatori locali. Resta da vedere come queste nuove regole influenzeranno il mercato nel medio e lungo periodo.