Negli studi di mercato recenti emerge un quadro chiaro: chi finanzia una seconda casa presenta caratteristiche e condizioni differenti rispetto a chi richiede un mutuo per la prima casa. I numeri raccolti dall’Osservatorio di MutuiOnline.it nei primi mesi del 2026 offrono un’indicazione precisa su quote di mercato, età media dei richiedenti e valori medi coinvolti. Questo articolo riordina e spiega i dati principali per chi vuole comprendere le conseguenze pratiche di scegliere una seconda abitazione.
Panoramica nazionale e profilo dei richiedenti
Nel mix delle richieste di finanziamento il peso della seconda casa è molto diverso rispetto all’abitazione principale: le domande per il secondo immobile rappresentano l’8,6% del totale, mentre quelle per la prima casa arrivano al 70,6%. Dal punto di vista anagrafico, il compratore tipo di una seconda abitazione ha un’età media di circa 45 anni, ovvero circa otto anni in più rispetto al richiedente medio per la prima casa, che si attesta sui 37 anni e 2 mesi. Questi scostamenti riflettono situazioni economiche e priorità differenti: maggiore capitale disponibile e diversa propensione al rischio.
Durata dei mutui, importi richiesti e rapporto con il valore
Le scelte di durata e importo mostrano altre differenze marcate: per la prima abitazione la durata media è più lunga, 26 anni e 3 mesi, mentre per la seconda si scende a 21 anni e 10 mesi. Anche gli importi richiesti cambiano: la media per la seconda casa è di 130.000 € contro 154.500 € per la prima. Se si considera il valore degli immobili, la seconda casa si attesta mediamente a 200.600 €, mentre la prima casa raggiunge 221.000 €. Di conseguenza il Loan-to-Value (rapporto tra somma erogata e valore dell’immobile) risulta inferiore per i mutui sulla seconda: 64,8% contro 69,9% finora nel 2026.
Esempi numerici per comprendere la differenza
Per rendere concreto il confronto, si può considerare un mutuo standard a tasso fisso da 130.000 € con durata ventennale: a parità di TAN (2,99%) la migliore offerta segnalata sul portale al 14 maggio presenta un TAEG pari al 3,32% per la prima casa e al 3,52% per la seconda. Questo delta è legato soprattutto agli oneri accessori e fiscali che gravano in modo diverso a seconda della destinazione dell’immobile.
Oneri accessori e dinamica dei tassi
Le spese che si aggiungono al capitale influiscono significativamente sul costo totale: nell’esempio a tasso fisso le spese di istruttoria considerate sono di 1.000 € per entrambi i profili, ma l’imposta sostitutiva sale a 2.600 € per la seconda casa, a fronte di 325 € per l’abitazione principale, con una differenza di 2.275 €. Anche nel caso di offerta variabile, con TAN al 2,37%, il TAEG è più elevato per la seconda casa (2,83%) rispetto alla prima (2,63%), sempre a causa degli oneri uguali o maggiori e dell’imposta sostitutiva applicata.
Impatto pratico per chi pianifica l’acquisto
Queste divergenze significano che, pur avendo a disposizione un capitale spesso maggiore, chi acquista una seconda abitazione paga in proporzione costi finanziari e fiscali più alti. Il risparmio sul Loan-to-Value può però tradursi in condizioni più favorevoli di erogazione e minore incidenza delle rate sul reddito disponibile, rendendo la scelta della durata e della tipologia di tasso cruciale nella pianificazione.
Il caso Basilicata: inversione di tendenza nei valori
Nel dettaglio regionale la Basilicata si distingue. Nel 2026 la durata media per finanziare la seconda casa nella regione è di 21 anni e 6 mesi, mentre per la prima si sale a 24 anni e 5 mesi. L’età media dei compratori è di 47 anni e 7 mesi per la seconda casa e 37 anni e 9 mesi per la prima. A sorprendere sono gli importi medi richiesti: 169.750 € per la seconda contro 126.783 € per la prima, e il valore medio degli immobili mostra una differenza ancor più marcata, con 285.222 € per la seconda casa rispetto a 174.085 € per la prima.
Differenze provinciali in Basilicata
A livello provinciale emergono ulteriori spunti: Matera registra i mutui per la seconda casa con la durata più lunga (23 anni e 6 mesi) e le somme medie richieste più elevate (208.792 €), oltre ai valori immobiliari più alti (320.625 €). Al contrario Potenza mostra durate più corte (17 anni e 8 mesi) e il Loan-to-Value più contenuto (42,8%). L’età media dei richiedenti per la seconda abitazione è massima a Potenza (55 anni e 6 mesi) e più bassa a Matera (43 anni e 8 mesi), confermando come dinamiche locali possano ribaltare i trend nazionali.
In sintesi, scegliere di finanziare una seconda casa significa confrontarsi con durate generalmente più contenute, importi medi a volte inferiori e oneri fiscali che aumentano il costo effettivo del finanziamento. Comprendere il ruolo del Loan-to-Value, del TAN e del TAEG è fondamentale per valutare le offerte e decidere la strategia più adatta al proprio profilo.