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16 Maggio 2026

Costi notarili per l’acquisto casa: cosa sapere prima del rogito

Una guida chiara sui costi notarili: dal onorario alle imposte, esempi pratici per prima e seconda casa e consigli per risparmiare

Costi notarili per l'acquisto casa: cosa sapere prima del rogito

Affrontare il preventivo del notaio può generare sorpresa: spesso il totale è più alto del previsto e non è immediato distinguere cosa rimane al professionista e cosa va allo Stato. In questa guida spiego con chiarezza la composizione di una parcella notarile, illustrando le voci principali — onorario, imposte e spese accessorie — e offrendo esempi numerici utili per valutare un preventivo.

Prima di chiedere un preventivo conviene sapere dove si possono trovare margini di risparmio e quali voci sono fisse per legge. Qui trovi anche le regole per la prima casa e la seconda casa, informazioni sull’atto di mutuo, le agevolazioni residue e i suggerimenti pratici per confrontare almeno tre preventivi dettagliati.

Composizione del preventivo notarile

Un preventivo notarile è composto da tre blocchi distinti: l’onorario notarile che resta allo studio, le imposte riscosse per conto dello Stato e le spese accessorie necessarie per istruire la pratica. L’onorario è soggetto a libero mercato dal 2012, quindi varia tra studi e dipende dalla complessità dell’operazione (più cointestatari, ipoteche, verifiche catastali). Le imposte, invece, sono predefinite dalla normativa (registro, ipotecaria, catastale, o IVA se si compra da costruttore) e non cambiano tra notai. Le spese accessorie comprendono visure, marche da bollo, tassa archivio e volture e oscillano di norma tra 400 e 700 €.

Quali voci sono negoziabili

L’unica voce realmente negoziabile è l’onorario del notaio: ogni studio applica la propria tariffa. Per un acquisto residenziale di valore medio (150.000–300.000 €) l’onorario tipico si attesta tra 1.500 e 2.500 € più IVA. Per contro, le imposte dipendono dal tipo di acquisto (privato o costruttore) e dallo status dell’acquirente (prima o seconda casa).

Prima casa, seconda casa e il meccanismo prezzo-valore

Per gli acquisti da privato la legge prevede il prezzo-valore: l’imposta di registro si calcola sul valore catastale rivalutato (rendita catastale × 1,05 × moltiplicatore) anziché sul prezzo dichiarato, riducendo spesso la base imponibile. Se si acquista come prima casa l’aliquota di registro è del 2% e le imposte ipotecaria e catastale sono fisse a 50 € ciascuna. Per la seconda casa l’aliquota sale al 9% e il moltiplicatore catastale passa da 110 a 120, aumentando l’imposta dovuta.

Esempi numerici pratici

Prendiamo un appartamento con rendita catastale di 700 € e prezzo di mercato 200.000 €. Valore catastale prima casa: 700 × 1,05 × 110 = 80.850 €. Imposta di registro 2% = 1.617 €; ipotecaria e catastale 50 € ciascuna: totale imposte 1.717 €. Aggiungendo un onorario di 2.000 € più IVA e le spese accessorie, il preventivo finale si attesta intorno a 4.300–4.500 €. Per la seconda casa lo stesso calcolo porta a imposte pari a circa 8.038 € e a un preventivo totale vicino a 10.500–11.000 €.

Mutuo, acquisto da costruttore e agevolazioni

Quando l’acquisto è finanziato, al rogito si stipulano due atti distinti: la compravendita e l’atto di mutuo. L’onorario per il mutuo è aggiuntivo (tipicamente 1.000–2.000 € più IVA) e si applica uno sconto obbligatorio del 30% se l’atto è redatto e trasmesso telematicamente. La banca trattiene e versa l’imposta sostitutiva sul mutuo: 0,25% per il mutuo prima casa, 2% per altri immobili.

Se il venditore è un’impresa che vende entro 5 anni dalla fine dei lavori si paga l’IVA al posto dell’imposta di registro: 4% per la prima casa non di lusso, 10% o 22% per gli altri casi, più imposte fisse (200 € per registro, ipotecaria e catastale ciascuna). Su un nuovo appartamento da 200.000 € l’IVA al 4% vale 8.000 €, portando il preventivo vicino agli 11.000–12.000 €.

Detrazioni e consigli pratici

L’onorario notarile relativo all’atto di mutuo può essere detratto al 19% entro il limite complessivo di 4.000 € annui previsto per interessi passivi. Anche la provvigione dell’agenzia è parzialmente detraibile per la prima casa (massimale su cui calcolare la detrazione). La raccomandazione pratica è sempre la stessa: richiedere almeno tre preventivi scritti e dettagliati, verificare l’applicazione del prezzo-valore quando pertinente e controllare che lo sconto del 30% per gli atti telematici sia stato calcolato.

Chi paga e tempistiche

Per prassi e secondo il codice civile, le spese del contratto sono a carico dell’acquirente, salvo diversa pattuizione. Il pagamento del preventivo avviene di norma il giorno del rogito, prima della firma: assegno circolare o bonifico anticipato sono le modalità più comuni. Alcuni studi richiedono un acconto di 300–500 € al conferimento dell’incarico per coprire le visure preliminari, che viene poi scalato dal saldo finale.

Infine, tieni presente che il notaio è obbligato a registrare l’atto e versare le imposte entro 30 giorni dalla stipula: per questo non può procedere senza la disponibilità delle somme. Confrontare preventivi e chiarire ogni voce in anticipo resta il modo più efficace per evitare sorprese il giorno del rogito.

Emanuele Negri
Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.