La Commissione europea ha messo sotto accusa Meta, la società madre di Instagram e Facebook, per il design delle sue piattaforme che, secondo l’esecutivo comunitario, favorisce la dipendenza negli utenti. L’indagine, avviata nel maggio 2026, si concentra su funzionalità come lo scroll infinito l’autoplay le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati considerati potenziali fattori di uso compulsivo.
La vicepresidente della Commissione europea, Henna Virkkunen, ha dichiarato che la tutela della salute fisica e mentale degli europei deve essere una priorità per le piattaforme digitali. Il Digital Services Act fornisce un quadro normativo chiaro per rendere le piattaforme responsabili del design che crea dipendenza e degli effetti dei loro servizi.
Le criticità del design di Instagram e Facebook
Secondo l’indagine preliminare, Meta non avrebbe valutato adeguatamente i rischi legati all’utilizzo notturno delle piattaforme da parte dei più giovani. Le misure di mitigazione adottate dal gruppo, come gli strumenti per monitorare il tempo trascorso sulle piattaforme e i controlli parentali, sarebbero insufficienti e facilmente aggirabili. Inoltre, le iniziative di sensibilizzazione sulla salute mentale sarebbero inefficaci.
La Commissione europea ritiene che Meta debba modificare il design di Instagram e Facebook, ad esempio disattivando per impostazione predefinita funzioni come l’autoplay e lo scroll infinito, introducendo pause efficaci per il tempo di utilizzo e rendendo i sistemi di raccomandazione meno orientati a massimizzare il coinvolgimento degli utenti.
Le reazioni di Meta
Un portavoce di Meta ha commentato che l’azienda non concorda con i risultati preliminari dell’indagine, sostenendo che non tengono adeguatamente conto delle misure significative adottate per proteggere gli adolescenti. Meta ha lanciato account per teenager che proteggono automaticamente i ragazzi e danno ai genitori il controllo, consentendo di bloccare l’accesso a Instagram di notte e limitare il tempo di uso giornaliero a soli 15 minuti.
Meta condivide l’impegno della Commissione europea nel garantire ai ragazzi esperienze online sicure e positive e continuerà a collaborare con loro in modo costruttivo. L’indagine, avviata nel maggio 2026, prosegue inoltre su altri aspetti, tra cui i cosiddetti effetti ‘rabbit hole’ dei sistemi di raccomandazione di Facebook e Instagram e le misure di verifica dell’età adottate da Meta per i minori di 13 anni.
Le possibili conseguenze per Meta
Se le conclusioni della Commissione europea saranno confermate, Meta rischia una multa fino al 6% del fatturato annuo globale. La Commissione potrà adottare una decisione di non conformità e infliggere una sanzione proporzionata alla natura, alla gravità, alla ricorrenza e alla durata della violazione.
L’indagine è stata avviata nel maggio 2026 e prosegue su altri aspetti, tra cui gli effetti ‘rabbit hole’ dei sistemi di raccomandazione di Facebook e Instagram e le misure di verifica dell’età adottate da Meta per i minori di 13 anni. Meta potrà esercitare il proprio diritto di difesa, presentando osservazioni sulle conclusioni preliminari.



