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10 Luglio 2026

Indagine Ue: Instagram e Facebook sotto accusa per funzioni che favoriscono l’uso compulsivo

La Commissione europea ha formulato conclusioni preliminari secondo cui il design di Instagram e Facebook favorisce la dipendenza e potrebbe violare il Digital Services Act: la società rischia sanzioni fino al 6% del fatturato globale; Meta respinge le accuse e indica strumenti di protezione per gli adolescenti.

Indagine Ue: Instagram e Facebook sotto accusa per funzioni che favoriscono l'uso compulsivo

La Commissione europea ha pubblicato le sue conclusioni preliminari in merito alla conformità di Meta al Digital Services Act sostenendo che alcune scelte di design su Instagram e Facebook siano state ottimizzate per massimizzare il coinvolgimento e possano configurare un rischio per la salute mentale degli utenti. L’indagine, avviata formalmente il 16 maggio 2026, ha analizzato funzionalità concrete come lo scorrimento infinito la riproduzione automatica le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati.

Nel documento della Commissione si rileva che le contromisure messe in atto da Meta non sarebbero sufficienti a mitigare i rischi derivanti dal design delle piattaforme, con particolare attenzione agli effetti sui minori e sugli adulti vulnerabili. Le conclusioni sono preliminari e consentono a Meta di esercitare il diritto di difesa, ma contengono richieste specifiche di intervento sul modo in cui i servizi sono progettati e attivati di default.

Osservazioni della Commissione Ue sulle funzionalità che favoriscono l’uso compulsivo

La Commissione ha motivato le sue preoccupazioni spiegando che alcune caratteristiche tecniche spingono gli utenti a un utilizzo prolungato e ripetuto, mettendo il cervello in una sorta di «modalità pilota automatico». In particolare, è stata richiamata l’attenzione sul ruolo delle raccomandazioni personalizzate che, ottimizzate per il coinvolgimento, possono generare abitudini d’uso difficili da interrompere. I documenti analizzati comprendono valutazioni del rischio aziendali, dati interni e studi esterni consultati dagli investigatori.

Impatto sugli utenti giovani e strumenti di controllo

Un passaggio chiave delle conclusioni riguarda i minori la Commissione ha evidenziato che i sistemi di verifica dell’età e i controlli parentali attualmente implementati non sono efficaci nel prevenire l’accesso non autorizzato di utenti sotto i 13 anni. Gli strumenti di gestione del tempo presenti sulle app, pur esistendo, possono essere disattivati con facilità e quindi non garantiscono una riduzione reale del tempo trascorso online. Anche le pagine informative sulla salute mentale, disponibili nelle piattaforme, sono giudicate insufficienti perché collocate in sezioni separate e non integrate nei flussi principali di utilizzo.

Richieste concrete della Commissione e modifiche suggerite

Per rispondere ai rischi individuati, la Commissione ha indicato una serie di interventi strutturali sul design da adottare come priorità. Tra le proposte vi è la disattivazione di default di funzioni come la riproduzione automatica e lo scorrimento infinito l’introduzione di vere pause dallo schermo efficaci e la revisione dell’algoritmo di raccomandazione per ridurne l’orientamento esclusivo al coinvolgimento. Tali misure mirano non solo a ridurre il tempo di esposizione, ma anche a minimizzare la creazione di pattern d’uso compulsivo.

Le conclusioni sottolineano che, se confermate al termine della procedura, le violazioni del DSA potrebbero comportare sanzioni significative: la Commissione dispone infatti della possibilità di imporre una multa fino al 6% del fatturato annuo globale del fornitore, una cifra che per un gruppo della scala di Meta può superare i 10 miliardi di dollari in termini assoluti.

Risposta di Meta e possibilità di difesa

Meta ha respinto le conclusioni preliminari, affermando che le osservazioni non tengono pienamente conto delle misure già implementate per proteggere gli adolescenti. Tra le azioni indicate dall’azienda figurano gli account per teenager con impostazioni protettive automatiche e strumenti che consentono ai genitori di limitare l’accesso notturno e il tempo giornaliero di utilizzo. L’azienda ha dichiarato la disponibilità a collaborare con la Commissione nel corso dell’istruttoria formale.

Il processo prevede che Meta possa consultare i materiali raccolti dall’autorità, rispondere per iscritto alle osservazioni preliminari e presentare argomentazioni tecniche e legali. Parallelamente, il caso sarà esaminato dal Comitato europeo per i servizi digitali (EBD), organismo previsto dal DSA per assicurare un’applicazione uniforme delle norme in tutta l’Unione.

Queste valutazioni rientrano in un contesto più ampio di dibattito internazionale sul ruolo delle piattaforme digitali nel determinare effetti sociali e sanitari, un tema che ha alimentato anche procedimenti giudiziari e cause collettive in altre giurisdizioni. Per ora, le conclusioni rimangono preliminari: il percorso amministrativo e la fase di risposta di Meta determineranno il seguito e l’esito finale dell’istruttoria.

Emanuele Negri
Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.