La seconda seduta plenaria del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Pordenone ha riunito in municipio i rappresentanti scelti nelle classi, per un confronto diretto con la Giunta. L’incontro ha fatto emergere risultati di un percorso triennale che ha coinvolto studenti e studentesse in attività di cittadinanza attiva, laboratori e simulazioni dedicate alla trasformazione urbana e alla
convivenza.
Durante la seduta i giovani consiglieri hanno esposto idee e materiali progettati insieme agli educatori della Fondazione RagazzinGioco, mettendo in evidenza strumenti innovativi come le mappe generate con intelligenza artificiale e il simbolismo delle “capsule del tempo“, pensate
per comunicare alle amministrazioni ciò che le nuove generazioni considerano prioritario.
La seduta e i protagonisti
All’assemblea, tenutasi nella Sala Consiliare, hanno partecipato 18 ragazze e ragazzi eletti in 17 classi provenienti da 9 plessi scolastici. Presenti la vicesindaco Mara
Piccin e gli assessori Guglielmina Cucci, Lidia Diomede, Mattia Tirelli e Pietro Tropeano, ai quali i giovani portavoce hanno illustrato il lavoro svolto in classe e nelle plenarie. Il ruolo di sindaco portavoce è stato ricoperto da Sofia Bergamin, figura che ha guidato la restituzione all’amministrazione delle proposte maturate durante l’annualità 2026.
Modalità, strumenti e simboli
Il gruppo ha utilizzato attività interattive e simulationi per tradurre concetti complessi in proposte concrete. In particolare, le “capsule del tempo” sono state concepite come strumenti simbolici per raccontare cosa preservare o modificare nella città, mentre le mappe e i poster prodotti con l’ausilio della tecnologia hanno sintetizzato in chiave visiva le idee emerse nei lavori di gruppo.
I temi emersi
I lavori si sono sviluppati attorno a quattro assi tematici: interculturalità e popolazione, patrimonio e paesaggio, scuola e accessibilità digitale, partecipazioni, reti e community. Ogni gruppo ha portato proposte che vanno dal recupero di spazi inutilizzati per funzioni abitative e sociali all’uso educativo del digitale, fino a richieste concrete per tempi e luoghi di aggregazione giovanile.
Interculturalità e patrimonio
Sul fronte della interculturalità i ragazzi hanno enfatizzato l’importanza di approcci di accoglienza e di opportunità di incontro, suggerendo il recupero di edifici e aree dismesse come risorsa sociale. Per il tema patrimonio e paesaggio è emersa la volontà di valorizzare i luoghi storici e i punti di aggregazione, anche in vista dell’appuntamento con Pordenone Capitale della Cultura 2027, con proposte orientate alla rigenerazione urbana e alla cura degli spazi pubblici.
Digitale, partecipazione e vita di comunità
Nel capitolo dedicato alla scuola e all’accessibilità digitale i consiglieri hanno sottolineato come il mondo contemporaneo richieda competenze tecnologiche, reclamando però un equilibrio tra tempo online e offline. Il digitale viene pensato come strumento al servizio dell’apprendimento e della partecipazione, purché accompagnato da regole condivise e da attività che promuovano il benessere. Sul fronte delle reti e community i giovani hanno chiesto ascolto attivo, comunicazione efficace e spazi temporali dedicati per favorire il coinvolgimento reale, citando iniziative già esistenti come i laboratori del CCR, lo Spazio RIG e la Casa dello Studente.
Proposte operative
Tra le proposte concrete sono emerse idee come la creazione di luoghi di aggregazione con orari flessibili, interventi di recupero mirato per edifici abbandonati e l’introduzione di percorsi didattici sul funzionamento delle istituzioni locali. I ragazzi hanno inoltre suggerito sperimentazioni digitali in classe, utilizzando gli strumenti tecnologici per progetti collaborativi e presentazioni, sempre con attenzione al bilanciamento dei tempi.
Il percorso nelle scuole e le prospettive future
Il progetto CCR, promosso dall’amministrazione comunale e dalla Fondazione RagazzinGioco in collaborazione con le scuole, ha coinvolto in 3 anni centinaia di studenti. Nell’annualità 2026 hanno partecipato gli istituti comprensivi Rorai Cappuccini, Centro, Sud, Torre e la scuola secondaria Don Bosco, con circa 250 alunne e alunni coinvolti. Questo percorso formativo è pensato come un ciclo che insegna a praticare la cittadinanza e a lasciare un’eredità programmata a chi verrà dopo.
Continuità e impatto
La conclusione di questa annualità rappresenta una tappa di passaggio: il lavoro svolto nei laboratori e nelle plenarie crea una mappa di priorità condivise che l’amministrazione può tradurre in azioni concrete. L’obiettivo dichiarato dai partecipanti è che la partecipazione giovanile non rimanga episodica ma diventi parte integrante delle politiche locali, valorizzando idee simboliche come le capsule del tempo e strumenti pratici come le mappe digitali per progettare insieme il futuro della città.