Negli ultimi quattro anni, gli italiani hanno dovuto affrontare un periodo di grande incertezza economica, caratterizzato da un’inflazione record e tensioni geopolitiche persistenti. La guerra in Ucraina e le crisi in Medio Oriente hanno avuto un impatto significativo sui mercati finanziari, spingendo i risparmiatori a rivedere le loro strategie di investimento.
In questo contesto, gli italiani hanno dimostrato una notevole capacità di adattamento, spostando i loro risparmi verso strumenti finanziari in grado di proteggere il capitale dall’erosione inflazionistica. Tra le scelte più popolari, spiccano i fondi di investimento e le obbligazioni in particolare quelle indicizzate all’inflazione come i BTp Italia.
La fuga verso i bond e l’importanza dell’indicizzazione all’inflazione
Uno dei trend più evidenti è stato l’aumento significativo delle obbligazioni nei portafogli degli investitori italiani. Secondo i dati disponibili, la quota di bond è quasi raddoppiata, grazie anche alla strategia governativa di promuovere strumenti come i BTp Italia che offrono una protezione contro l’inflazione. Questi titoli hanno registrato un successo notevole, offrendo rendimenti stabili in un periodo di grande volatilità.
Tuttavia, il settore obbligazionario nel suo complesso ha vissuto una fase di grande tensione. L’aumento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, come la Fed e la Bce ha avuto un impatto negativo sui rendimenti dei bond. Un ETF con strategie sui bond globali ha registrato un bilancio piatto dall’aprile 2026 a metà luglio 2026, con una ripresa solo dal 2026 che non è stata sufficiente a compensare le perdite dei due anni precedenti.
L’azionario come rifugio sicuro: il boom delle azioni tecnologiche e l’ascesa di Piazza Affari
In contrasto con le difficoltà del mercato obbligazionario, le azioni hanno offerto rendimenti significativi. Un ETF legato all’indice MSCI World è cresciuto di oltre il 60% nel periodo considerato, beneficiando del boom dell’intelligenza artificiale e del rally tecnologico. L’indice Nasdaq 100 che rappresenta le principali aziende tecnologiche, ha registrato un aumento di quasi il 100%, trainato da giganti del settore.
Ma la vera sorpresa è venuta dall’Europa, dove Piazza Affari ha registrato un rialzo del 105% senza dividendi, superando persino il settore tecnologico statunitense. Milano ha rivisto il suo massimo storico dopo 26 anni, tornando protagonista sui mercati finanziari. Anche l’oro tradizionalmente considerato un bene rifugio, ha registrato un aumento di oltre il 100% da aprile 2026, nonostante una recente flessione.
L’ascesa degli ETF e la propensione al rischio degli investitori
Negli ultimi mesi, gli ETF hanno registrato un aumento significativo degli scambi e della raccolta. Secondo i dati di Borsa Italiana il patrimonio investito in ETF ed ETC ha raggiunto i 221,6 miliardi di euro a fine giugno 2026, con un incremento del 18,3% nei primi sei mesi dell’anno. Gli ETF tematici, in particolare quelli legati alla tecnologia e alle infrastrutture, hanno registrato un grande interesse da parte degli investitori.
Parallelamente, i certificati e i covered warrant hanno visto una crescita dei volumi scambiati, con una preferenza crescente per strumenti a capitale non protetto. Gli investitori sembrano disposti a assumere maggiori rischi in cambio di potenziali rendimenti più elevati. Questo trend è confermato anche dall’aumento dei volumi sui certificati senza protezione e sui covered warrant, che hanno registrato un incremento significativo nei primi sei mesi del 2026.
Le scelte di investimento, che vanno dai bond indicizzati all’inflazione agli ETF sull’oro, riflettono una strategia mirata a proteggere il capitale e a cogliere le opportunità offerte dai mercati finanziari in evoluzione.


