Immagina di entrare in una stanza e sentirti immediatamente avvolto da un’ondata di ricordi e sensazioni. Questo è il potere del design olfattivo una disciplina che unisce il colore e il profumo per creare atmosfere uniche e trasformare gli spazi domestici in rifugi emozionali.
In un’epoca in cui le nostre case sono spesso sovraccariche di stimoli digitali e palette cromatiche omologate, riscoprire il potere combinato del colore e del profumo diventa un atto di resistenza poetica. Scegliere come profumare una stanza significa, in ultima analisi, scegliere come desideriamo sentirci al suo interno, trasformando lo spazio privato in una vera e propria architettura delle emozioni.
Il potere del colore e del profumo negli interni
Il colore è un elemento fondamentale nel design degli interni. Non solo dà forma e ritmo visivo al nostro rifugio domestico, ma può anche influenzare il nostro umore e le nostre emozioni. Se l’architettura novecentesca ha spesso ceduto alla tentazione di un minimalismo ascetico il design più radicale e libero ha saputo ritrovare nel potere del colore un’energia dirompente.
Un esempio emblematico è quello di Ettore Sottsass e delle icone del gruppo Memphis. Negli anni Ottanta, l’uso sfacciato dei colori primari e saturi non era una mera provocazione decorativa, bensì una dichiarazione di poetica. Il rosso, il blu, il giallo e il verde non servivano a rivestire le superfici, ma a scardinare la rigidità funzionalista per restituire agli oggetti un’anima emotiva, quasi artistica, capace di stimolare e reincantare la quotidianità.
Se il colore dà forma e ritmo visivo al nostro rifugio domestico, è il profumo a definirne l’identità invisibile. I profumi possiedono una straordinaria capacità di risonanza con il sistema limbico, la parte più antica del nostro cervello, laddove risiedono le emozioni primordiali e i ricordi non addomesticati.
L’importanza del design olfattivo
Il design olfattivo è una disciplina che indaga l’influenza delle essenze sul comportamento e sull’umore. In questo incrocio tra cromatismo e aromacologia si inserisce la visione di un marchio storico come Roger & Gallet. La storia della Maison francese affonda le sue radici nel XVIII secolo, quando Jean-Marie Farina creò la celebre Eau de Cologne Extra Vieille amata persino da Napoleone I Bonaparte.
Pioniera nell’arte della profumeria e celebre per essere stata la prima al mondo a produrre i caratteristici saponi solidi rotondi, Roger & Gallet ha sempre concepito il profumo come una fonte di benessere quotidiano. Oggi, quel know-how fondato su oli essenziali naturali ed estratti botanici travalica la cura della persona per vestire interamente gli interni della casa, dando vita a quello che si può definire un vero e proprio mood design.
Le nuove fragranze d’ambiente di Roger & Gallet
La nuova collezione di fragranze d’ambiente della Maison esprime esattamente questa sinestesia, materializzando lo stato d’animo attraverso la forma e la materia. I flaconi in vetro ritrovano la memoria storica del brand riprendendo il motivo Plissé Soleil nato nel 1879 per i saponi rotondi, trasformandolo in oggetti scultorei dalle linee quasi Art Déco, dove il colore puro dialoga direttamente con gli oggetti della casa.
È così che ogni stanza si articola in una grammatica narrativa fatta di toni e frequenze olfattive. In uno studio o in un soggiorno, il vetro verde che racchiude Souffle un Coup firmato da Grégoire Balleydier, agisce come una soglia di decompressione: l’olio essenziale di pino, intrecciandosi all’eucalipto e alle note acidule del ribes nero, stimola la concentrazione e l’ossigenazione, quasi fosse l’equivalente olfattivo di una finestra spalancata all’improvviso su un bosco.
Muovendosi verso gli spazi della socialità, il registro cambia e si tinge di un rosa vivido e solare con Comme un Dimanche opera di Kristina Dineko. Qui l’olio essenziale di petit grain infonde un’energia che potremmo definire ottimista, rinfrescata dalle note spontanee del frutto della passione e dei fiori d’arancio, che rievocano l’atmosfera sospesa e conviviale di una domenica che non vuole finire.
Quando la giornata declina, la tavolozza cromatica si scalda. L’arancio ambrato di Basta Cosy anch’esso ideato da Dineko, proietta sullo spazio la stessa luce dorata del tramonto: le sue note calde di sesamo, vaniglia e mirra – con l’olio essenziale di quest’ultima sapientemente impiegato per le sue qualità anti-stress – trasformano la stanza in un rifugio ovattato dove riscoprire il valore della lentezza.
Infine, per la notte, il percorso si chiude nel blu profondo di Coucouning composizione di Marine Mercé studiata per quando gli schermi si spengono e le luci si fanno soffuse. L’olio essenziale di mimosa guida verso un riposo sereno, avvolto dalla spiritualità legnosa del palo santo e dalla morbidezza eterea del muschio bianco.
Il profumo nell’hospitality: una nuova dimensione sensoriale
Il profumo non è più un semplice complemento dell’accoglienza, ma un vero strumento di identità, capace di definire un luogo, evocare una destinazione e imprimersi nella memoria. Questo è il tema al centro del panel The scent of hospitality che ha riunito esperti del settore per discutere l’importanza del design olfattivo nell’hospitality.
Un esempio emblematico è quello del Magna pars l’hotel à parfum di Milano, che conta 68 suite, ciascuna associata a una diversa essenza. Il soggiorno comincia da uno scent check-in con l’ospite che sceglie la propria camera anche in base alla profumazione, guidato dalle emozioni che desidera vivere durante il soggiorno.
La forza dell’olfatto è infatti quella di trasformare un’esperienza in memoria. Un’associazione sensoriale che apre nuove possibilità anche per il turismo. È il principio alla base del progetto sviluppato da Dsm-Firmenich che ha coinvolto alcuni dei suoi profumieri in un viaggio attraverso l’Italia per tradurre città, territori e specialità gastronomiche in accordi olfattivi.
La fragranza diventa così una nuova forma di guida, che non racconta soltanto un luogo, ma lo fa rivivere. Un potere particolarmente interessante anche per le nuove generazioni, sempre più alla ricerca di esperienze immersive e personali.



