Negli ultimi mesi la richiesta di alloggi a Roma è aumentata notevolmente, soprattutto tra studenti fuori sede e giovani professionisti. Parallelamente, è esploso un mercato parallelo di annunci immobiliari fasulli che sfrutta la pressione della ricerca per ottenere caparre anticipate, spesso di poche centinaia di euro, senza mai consegnare l’immobile promesso.
Il fenomeno non è limitato alla capitale: segnalazioni simili arrivano da località turistiche come Sestriere e Senigallia, dove truffe legate a case vacanze hanno provocato la perdita di quasi mille euro per singole vittime. Le forze dell’ordine, in particolare i Carabinieri di Senigallia, hanno già avviato indagini penali e sono emersi dettagli su come gli autori costruiscono i loro inganni.
Come operano le agenzie fantasma e i cloni dei portali immobiliari a Roma
Le truffe più diffuse in città nascono da profilazioni fittizie di agenzie immobiliari. I truffatori creano pagine web che imitano fedelmente i principali portali, inserendo foto di proprietà verificate ma associandole a descrizioni e prezzi irrealistici. Spesso la Partita IVA indicata è modificata di pochi caratteri, rendendo difficile la verifica tramite i normali strumenti di ricerca.
Su piattaforme social come TikTok e Facebook, gli annunci includono video accattivanti e claim come “affitto garantito subito, caparra di soli 350 €”. Il denaro viene richiesto tramite bonifico o piattaforme di pagamento rapido, con la scusa di bloccare la prenotazione. Dopo il versamento, l’autore scompare, citando l’indisponibilità dell’immobile o problemi burocratici.
Il target principale rimane lo studente fuori sede che, desideroso di sistemarsi in tempo per l’inizio delle lezioni, è meno propenso a controllare a fondo la legittimità dell’offerta. Alcune vittime, intervistate, hanno raccontato di aver pagato la caparra e di non aver mai ricevuto le chiavi, né nemmeno risposte coerenti al loro numero di telefono.
Altri scenari di truffa: case vacanze a Sestriere e a Senigallia
Il caso di Sestriere è emblematico per la stagionalità: durante le festività di Capodanno, una presunta società ha proposto appartamenti decorati con foto professionali, richiedendo una caparra anticipata. Dopo il pagamento, il “proprietario” è scomparso, lasciando i turisti senza sistemazione e senza rimborso.
A Senigallia, l’operazione investigativa è stata avviata grazie a una denuncia di una cittadina fuori provincia. I Carabinieri hanno identificato una donna di circa 50 anni, già nota alle forze dell’ordine, che aveva pubblicato su un noto portale un annuncio per l’affitto di una casa vacanze. La vittima ha versato quasi 800 € tramite bonifico; i fondi sono stati tracciati su conti intestati alla stessa sospettata, che è stata subito posta sotto indagine.
Le indagini hanno permesso di ricostruire l’intera catena: l’annuncio conteneva dettagli ingannevoli, la foto mostrava una proprietà reale ma non più disponibile, e la descrizione includeva termini come “prenotazione garantita” per creare un senso di urgenza. Una volta ricevuta la caparra, la truffatrice ha cancellato l’annuncio e ha cambiato i dati di contatto, rendendo difficile ogni ulteriore contatto.
Le modalità di pagamento più ricorrenti
Il filo conduttore tra le varie truffe è l’utilizzo di bonifici bancari o piattaforme di pagamento istantaneo, che non offrono protezione legale al pagatore. Le truffe raramente richiedono l’uso di carte di credito, perché queste permettono di contestare l’operazione. Inoltre, i truffatori richiedono spesso una caparra “non rimborsabile” per scopi amministrativi, un espediente che rende più difficile richiedere il rimborso al momento della denuncia.
Le autorità raccomandano di verificare sempre la reale esistenza della partita IVA, di chiedere una visita di persona dell’immobile e di non inviare denaro prima di aver firmato un contratto regolarissimo. In caso di dubbi, è consigliabile contattare le associazioni dei consumatori o le forze dell’ordine.
Il fenomeno è in crescita e la combinazione di pressioni temporali (es. “l’offerta scade tra 24 ore”) e l’uso dei social per diffondere rapidamente gli annunci rende difficile per le vittime reagire con calma. La consapevolezza e la verifica preventiva sono gli unici strumenti efficaci per difendersi da questi raggiri.



