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8 Luglio 2026

Caro affitti 2026: dove sono aumentati di più e perché

Nel 2026 gli affitti in Italia raggiungono livelli record. Scopri quali sono le città più colpite e come difendersi dal caro case.

Caro affitti 2026: dove sono aumentati di più e perché

Nel secondo trimestre del 2026, il mercato degli affitti in Italia ha registrato un aumento significativo, con un incremento del 4,2% rispetto al trimestre precedente. Questo ha portato il prezzo medio nazionale a 15,4 euro al metro quadro, il livello più alto mai registrato dal 2012.

La crescita è stata del 5,5% su base annua e del 2,4% rispetto al mese precedente. Le regioni che hanno registrato gli aumenti più marcati sono la Valle d’Aosta (10,5%), la Calabria (8,4%) e l’Abruzzo (8,3%). Al contrario, il Trentino-Alto Adige ha visto un calo dell’1,2%.

Le regioni più care e più economiche

La Valle d’Aosta si conferma la regione più cara d’Italia, con una media di 26,6 euro/m², seguita da Lombardia (19,7 euro/m²) e Toscana (19,3 euro/m²). Al di sotto della media nazionale si collocano il Molise (7,5 euro/m²), la Basilicata (7,8 euro/m²) e l’Umbria (8,6 euro/m²).

Le città più colpite

Analizzando l’andamento nei capoluoghi, la maggior parte delle città italiane (il 61%) ha visto un aumento dei canoni durante la primavera. Gli incrementi più marcati si sono registrati a Verona (11,8%), Massa (9,5%), Reggio Calabria (9,1%), Ascoli Piceno (8,8%), Catanzaro (6,7%) e Lodi (6,6%).

Milano si conferma la città più cara con un canone medio di 23,3 euro/m², seguita da Firenze (22,3 euro/m²), Venezia (21,7 euro/m²), Roma (19,8 euro/m²) e Bologna (17,5 euro/m²). I capoluoghi più economici restano Caltanissetta (4,7 euro/m²), Vibo Valentia (5,9 euro/m²) e Ragusa (6,2 euro/m²).

Le province più sensibili

Nel secondo trimestre dell’anno, oltre l’80% delle province italiane ha registrato un aumento dei canoni di locazione. Le province a vocazione turistica e bassa densità demografica si confermano le più sensibili alle oscillazioni di prezzo. Gli incrementi più significativi si sono registrati a Nuoro (22,2%), Sassari (18,2%) e Grosseto (18,1%).

La provincia di Roma registra una crescita trimestrale dell’1%, mentre nell’hinterland di Milano (0,4%) l’aumento è più contenuto. Sul fronte opposto, tra le 20 province in calo, spiccano le riduzioni di Belluno (-19%), Enna (-15,8%) e Sondrio (-5,8%).

Le cause del caro affitti

Le cause del caro affitti sono molteplici e si rafforzano a vicenda. La pressione del turismo e degli affitti brevi, la concentrazione del lavoro, l’offerta che non cresce abbastanza e l’inflazione sono solo alcuni dei fattori che contribuiscono a questo fenomeno.

Il risultato è una forbice crescente tra costo della casa e capacità di spesa, che colpisce soprattutto studenti, giovani lavoratori e famiglie monoreddito. Il caro affitti non colpisce tutti allo stesso modo. I giovani sono i più penalizzati: l’età media in cui si lascia la casa dei genitori in Italia resta tra le più alte d’Europa, e il costo della casa è una delle ragioni principali.

Le soluzioni per affrontare il caro affitti

In attesa che il mercato si riequilibri, ci sono strategie concrete per chi cerca casa oggi. Allargare il raggio di ricerca, conoscere i propri diritti contrattuali, valutare il canone concordato, considerare la coabitazione e muoversi in fretta ma con attenzione sono solo alcune delle strategie che possono aiutare a trovare una soluzione abitativa.

L’Adsu dell’Aquila ha pubblicato il bando per l’assegnazione dei posti letto nelle residenze universitarie per l’anno accademico 2026-2027, con camere doppie da 100 euro al mese e singole da 150 euro, con utenze e servizio navetta compresi. I posti messi a concorso sono 75, nell’ambito di una disponibilità complessiva di 361 posti letto.

Questo risultato è legato ai finanziamenti ottenuti attraverso il decreto Mur 481 del 26 febbraio 2026, misura prevista dal Pnrr per aumentare l’offerta abitativa destinata agli studenti universitari. Le risorse hanno permesso all’Azienda per il diritto agli studi universitari di avviare la gestione diretta di parte delle residenze, mantenendo canoni calmierati.

Emanuele Tassinari
Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.